(Foto P.Boren )
Il Roland Garros di Jannik Sinner finisce nel modo più incredibile e doloroso possibile. Il numero uno del mondo, dominatore assoluto della stagione sulla terra rossa con tre titoli consecutivi e una striscia di 30 vittorie, esce al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo dopo essere stato avanti 6-3 6-2 5-1.

Una partita che sembrava chiusa, quasi archiviata, e che invece si è trasformata improvvisamente in un incubo fisico e mentale. Cerundolo resta lì, continua a giocare, mentre Sinner lentamente si spegne. Prima perde energia, poi il servizio, infine anche la capacità di reagire. Il risultato finale — 3-6 2-6 7-5 6-1 6-1 — è uno dei più sorprendenti degli ultimi anni a livello Slam.
Eppure per oltre due ore il match era stato un monologo dell’azzurro. Sinner colpiva pulito, comandava da fondo, prendeva la rete, serviva bene. Cerundolo sembrava travolto dal ritmo del numero uno del mondo, incapace di contenere le accelerazioni del rosso di San Candido.
Poi, improvvisamente, qualcosa si rompe.
Nel momento di servire per il match sul 5-1 del terzo set, Sinner si blocca. Le gambe rallentano, il volto cambia espressione, il linguaggio del corpo diventa pesante. Cerundolo capisce immediatamente che la partita è riaperta e inizia a muovere l’azzurro sempre di più, allungando gli scambi e prendendosi progressivamente il controllo emotivo della sfida.
A fine partita Sinner spiega che i problemi erano iniziati già dalla mattina.

“Mi ero svegliato e non stavo bene. Ho dormito male e già dal mattino avevo sensazioni strane. All’inizio della partita però stavo giocando molto bene, colpivo la palla in maniera pulita e mi muovevo bene. Poi improvvisamente ho sbattuto contro un muro.”
Il passaggio chiave arriva a metà del terzo set.
“Ho iniziato a sentirmi molto stordito, senza energie. Ho provato a chiudere la partita al servizio, ma non avevo più forza.”
Sinner chiarisce subito che non si è trattato semplicemente di caldo, nonostante i 30 gradi e le condizioni molto pesanti viste su Parigi.
“Faceva caldo, ma non era una situazione estrema. Non era il caldo il problema principale. Era proprio una giornata no dal punto di vista fisico.”
Secondo il numero uno del mondo, il blackout è stato probabilmente causato da più fattori insieme: la lunga stagione sulla terra, il poco recupero tra un torneo e l’altro e una giornata fisicamente storta.
“Credo che tante cose si siano sommate insieme. Ho giocato tantissimo negli ultimi due mesi e mezzo e non ho avuto molto tempo per recuperare.”
Ed è forse questo il punto più interessante della vicenda. Sinner arrivava a Parigi dopo una primavera semplicemente dominante. Madrid, Roma e Amburgo conquistati consecutivamente, una striscia aperta di trenta successi e una condizione tennistica che sembrava inattaccabile. Roland Garros appariva il grande obiettivo della stagione, il torneo della definitiva consacrazione sulla terra.
Lo stesso sito ufficiale del Roland Garros si chiedeva pochi giorni fa “chi può battere Sinner?” descrivendolo come il grande favorito del torneo.
La risposta è arrivata nel modo più imprevedibile: non un avversario superiore tecnicamente, ma il fisico.
“Non ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così debole. Ero completamente piatto, senza energie in tutto il corpo.”
La sensazione più dura da accettare, racconta Sinner, è stata quella di impotenza.
“Normalmente durante una partita riesco sempre a trovare una soluzione. Oggi invece no. Oggi non vedevo una via d’uscita.”
Nel quarto set il numero uno del mondo prova anche a gestirsi, lasciando andare parte della frazione per tentare un recupero nel quinto.
“Ho cercato di conservare energie per il quinto set, perché lì può succedere di tutto. Però non avevo davvero più nulla.”
Cerundolo, dall’altra parte, ha avuto il merito enorme di restare lucido. L’argentino non ha mai smesso di giocare, ha continuato a muovere Sinner, ad allungare gli scambi e soprattutto a credere nella rimonta anche quando sembrava spacciato. Negli ultimi tre set l’inerzia è diventata completamente sua.
Per Sinner si interrompe così una delle strisce più impressionanti della sua carriera e arriva una delle sconfitte più difficili da spiegare. Secondo diversi osservatori internazionali è uno degli upset più clamorosi degli ultimi anni a livello Slam.
Ora però la priorità sarà recuperare.
Sinner ha già fatto capire che molto probabilmente non giocherà tornei sull’erba prima di Wimbledon.
“Adesso ho bisogno di tempo. Dobbiamo fare controlli e capire bene cosa è successo oggi. Credo sinceramente che in questo momento mi faccia bene non giocare.”
Nessun allarme definitivo, nessun dramma sportivo irreparabile. Ma certamente un campanello.

Perché dopo mesi vissuti quasi da macchina perfetta, Parigi ha ricordato anche a Sinner una verità semplice e inevitabile.
“Nessuno è un robot.”
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