(Foto P.Boren)
Hard Rock Stadium, Miami — 23 marzo 2026. Si ferma al terzo turno la corsa di Matteo Berrettini al Miami Open. Il romano cede in due set al monegasco Valentin Vacherot, testa di serie numero 24, con il punteggio di 7-6(5) 6-4 in un’ora e trentadue minuti di gioco. Una sconfitta che fa male soprattutto per come è maturata: Berrettini c’era, il match era lì, ma nei momenti decisivi i punti pesanti sono andati dalla parte sbagliata. E con essi, i punti ranking che pesano tantissimo sulla stagione del romano.
Il primo set: il doppio fallo che cambia tutto
Il primo parziale ha rappresentato lo snodo decisivo dell’incontro. Dopo una fase iniziale di studio, Vacherot cambia ritmo nel quarto game: insistendo con continuità sul rovescio di Berrettini, il monegasco strappa il servizio all’italiano. Matteo si ritrova 1-4, la situazione sembra già compromessa. Ma il romano reagisce trovando il contro-break da 40-0 nel settimo gioco, portando la sfida al tie-break.
Ed è proprio lì che si decide tutto. Berrettini accusa subito un mini-break di svantaggio (0-2), ma riesce a rientrare sul 3-3. Tuttavia la battuta — meno incisiva rispetto ai turni precedenti — non lo sostiene a sufficienza: Vacherot torna a colpire in risposta (4-3) e difende il vantaggio fino al 7-5 conclusivo. Il momento chiave è sul 3-3, quando Berrettini si consegna all’avversario con un doppio fallo al settimo punto che di fatto decide il parziale. Un errore che brucia doppiamente, perché arriva nel momento in cui il match era perfettamente in equilibrio e tutto era ancora aperto.
Il secondo set: il passaggio a vuoto del settimo game
Il secondo set è, se possibile, ancora più scarno del primo. Fino al 3 pari ci sono solamente due punti su 26 conquistati dal ribattitore, poi Vacherot riesce a rispondere con il dritto un paio di volte alla prima di Berrettini ed entra nello scambio.
È nel settimo game che si consuma il passaggio a vuoto decisivo di Berrettini, che perde il servizio senza conquistare nemmeno un quindici. Se nel primo set i palleggi da fondo campo erano stati più spesso favorevoli a Berrettini, in questa circostanza Vacherot riesce ad aprirsi gli angoli giusti sul rovescio del romano e lo costringe ai tre errori che fanno la differenza. È il break decisivo: Vacherot tiene i suoi due successivi turni di battuta senza concedere palle break e dopo un’ora e trentadue minuti può festeggiare l’accesso agli ottavi di finale.
Chi è Vacherot: dal numero 204 al numero 25 del mondo
Il nome di Valentin Vacherot potrebbe suonare ancora insolito, ma la storia del monegasco è una di quelle che il tennis sa raccontare meglio. Vacherot ha raggiunto gli ottavi per la terza volta in un Masters 1000 dal sorprendente trionfo a Shanghai dello scorso anno firmato da numero 204 del mondo, diventando così il campione con la più bassa classifica di sempre in un torneo di quella categoria. In quella occasione superò Novak Djokovic in semifinale e in finale il cugino francese Arthur Rinderknech. Un exploit che lo ha trasformato da giocatore di Challenger a protagonista stabile del circuito maggiore.
Agli ottavi se la vedrà con Arthur Fils, che ha eliminato Tsitsipas con un perentorio 6-0 6-1 in 55 minuti — uno dei giri più devastanti della settimana. In un quarto di tabellone rimasto orfano di Alcaraz, Vacherot è uno di quelli che può dire la sua e arrivare fino in fondo.
Le conseguenze in classifica: Miami porta via punti pesanti
La sconfitta non è soltanto sportiva. Con questo ko, da lunedì Berrettini uscirà dalla top 80: a Miami difendeva i quarti di finale conquistati nel 2025. Questa nuova realtà di classifica causerà qualche grattacapo a livello di programmazione: con ogni probabilità il romano sarà fuori dal tabellone principale del Mutua Madrid Open, un torneo nel quale ha già raggiunto una finale, e avrà bisogno di una wild card per evitare le qualificazioni agli Internazionali BNL d’Italia.
Un quadro che fa riflettere per un giocatore che in questa settimana aveva mostrato segnali importanti: la vittoria su Bublik — 17 ace, 76% di prime in campo, 34 vincenti — era stata la sua migliore per ranking dal successo su Zverev a Montecarlo dell’aprile scorso. Il livello c’è. Il problema, come spesso accade con Berrettini, è la continuità e la gestione dei momenti chiave: un doppio fallo sul 3-3 al tie-break non si può regalare a un avversario del livello di Vacherot.
Ora la terra rossa: Roma e Madrid come obiettivi
Per Berrettini si chiude la stagione sul cemento con un bilancio di sei vittorie e quattro sconfitte nel 2026 — una statistica dignitosa ma non sufficiente per chi punta a tornare stabilmente tra i primi cinquanta del mondo. Ora arriva la terra rossa, la superficie su cui il romano ha sempre espresso il suo tennis migliore e su cui, con o senza wild card, tornerà ad essere un protagonista. Roma soprattutto, il palcoscenico di casa, resta l’obiettivo principale di una stagione che attende ancora il suo vero punto di svolta.
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