Il grande mistero del servizio di Jannik Sinner

Jannik Sinner è già un giocatore affermato, riesce a competere con i migliori giocatori della classifica mondiale, sconfigge i primi dieci del ranking e probabilmente entrerà anche lui nel gruppo dei migliori dieci e non bisognerà attendere molto. Nel Master 1000 di Indian Wells (2023) ha giocato un’ottima semifinale con il futuro vincitore, Carlos Alcaraz, arrivando a set point nella prima partita.
Ha fatto meglio di Danil Medvedev che in finale ha perso contro lo spagnolo Alcaraz con il punteggio di 63, 62. Però c’è qualche particolare che rende l’italiano ancora leggermente al di sotto di certi standard di gioco, che i suoi avversari sul campo riescono a raggiungere. Uno di questi aspetti è probabilmente la necessità di una maggiore sicurezza nel gioco di volo, ma non vorrei soffermarmi su questo aspetto. Vorrei cercare di analizzare per quanto possibile un solo colpo: la prima palla di servizio.

Dal 2021 sono stati apportati diversi cambiamenti al suo servizio i quali sono stati ben evidenziati nel video di Tennis Unleashed su Youtube. Fondamentalmente Jannik a modificato tre caratteristiche principali:

1. La posizione dei piedi. Ora la base di appoggio è leggermente più larga e i piedi sono più sfalsati. Questo consente una maggiore spinta di gambe in altezza e rotazione.
2. Prende una maggiore rotazione con il busto. Oggi con una telecamera posta a fondo campo è possibile vedere il petto del giocatore in fase di preparazione, mentre in precedenza Jannik rimaneva maggiormente con la linea delle spalle perpendicolare alla rete.
3. Il lancio di palla è cambiato. In precedenza il braccio che lanciava e quello che impugnava la racchetta si muovevano insieme, ora il braccio che lancia precede il braccio racchetta. Non vanno in alto insieme ma il braccio racchetta rimane basso quando il braccio sinistro si alza e lancia la palla. Questo dovrebbe consentire una maggiore velocità esecutiva e un maggiore inerzia all’impatto.

Questi accorgimenti principali avevano come obiettivo primario quello di rendere il servizio dell’italiano più potente. Sembra che questo risultato sia stato raggiunto, perché la percentuale dei punti realizzata con la prima di servizio è aumentata. Nel 2019 Sinner realizzava il 69,7% dei punti con la prima palla di servizio, nel 2020 e nel 2021 era intorno al 71,2%, nel 2022 è salito al 74,5%. In questa prima parte di stagione del 2023 la sua percentuale di punti vinti con la prima di servizio è salita al 76,6%. I cambiamenti hanno funzionato.
Però la percentuale di realizzazione non è l’unica cosa da tenere in considerazione, perché è altrettanto importante il numero di prime servite in campo e da questo punto di vista le cose non sono cambiate.

Sinner nel 2019 serviva 59,3% di prime in campo, nel 2020 ne ha messe nel rettangolo piccolo il 61,3%, nel 2021 il 59,9%, nel 2022 il 58,4%. In questa prima parte di stagione del 2023 ancora il 59,9% come nel 2021. Insomma fa più punti con la prima palla, ma mette in campo lo stesso numero di prime. Nella semifinale con Carlos Alcaraz la sua percentuale è scesa al 50%, una sì e una no.
Sembrerebbe opportuno cercare di dare un po’ di regolarità in più alla potenza che riesce ad esprimere l’italiano. I cambiamenti apportati sono stati neutri nei confronti della regolarità, ovvero non l’hanno migliorata e nemmeno peggiorata e questo è un buon punto di partenza, ma le percentuali di Sinner sono troppo basse.

Alcaraz per esempio quest’anno ha il 66,9% di prime in campo e non è mai sceso sotto il 62% dal 2020. Danil Medvedev ha il 65% e non scende sotto il 60% dal 2020. Novak Djokovic ha una percentuale di prime palle in campo, per esempio, che non scende sotto il 62,4% dal 2004, con una media carriera del 64,9%. Rafael Nadal ha una media carriera dal 2002 del 68% di prime in campo.
Servire poche prime palle espone Jannik Sinner a fare gli straordinari negli scambi quando serve la seconda e lo lascia vulnerabile a break difficilmente recuperabili con i giocatori di alto livello.
Dove e come trovare questa piccola percentuale di regolarità in più? Se, come abbiamo visto, gli accorgimenti già apportati non incidono sulla continuità, si potrebbe fare qualcosa nella gestione dell’impatto? Credo possa valere la pena cercare accorgimenti e lavorare sull’impatto. Nello specifico sull’angolo di impatto.

Da alcuni filmati osservati a velocità molto rallentata sembra che il braccio racchetta di Jannik abbia una direzionalità accentuata nella direzione della rete, una propensione in avanti. Questo atteggiamento esecutivo potrebbe aumentare i margini di errore, in quanto l’intero braccio racchetta ruota intorno al punto di rotazione che è la spalla. Cercare in questo modo il giusto angolo di impatto potrebbe divenire un’impresa ardua: è sufficiente un’inclinazione maggiore o minore di solo qualche grado per ottenere palle lunghe o palle a rete. Inoltre anche nei giocatori alti i margini di “luce” per schiacciare non sono ampi, si tratta di poche decine di centimetri.

L’idea è quella di cercare aumentare l’angolo di lateralità dell’impatto, con il braccio racchetta che cerca un’uscita più verso destra, in modo da imprimere la stessa energia con più controllo e diminuendo le possibilità di errore dovute ai pochi gradi di inclinazione del braccio. Roger Federer aveva un angolo di impatto con un’uscita laterale abbastanza evidente, questo gli consentiva una minore chiusura in avanti del braccio racchetta diminuendo gli errori e mantenendo l’efficacia del colpo.

Federer aveva più o meno le stesse percentuali di Sinner fino al 2003 (59,5%), dal 2004 non è più sceso sotto il 61,6% con picchi del 65,8%, 66%, 64,7% nelle migliori stagioni.

Ovviamente si tratta di aggiustamenti minimi, che l’atleta deve provare e sentire, fine tuning (sintonia fine), come quando, con le vecchie radio analogiche, una volta trovata la stazione, si cercavano piccoli aggiustamenti per sentirla meglio. Vai un po’ più laterale Jannik!

Per le statistiche cortesia di Tennisabstract.com (136)

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