Roland Garros : Arnaldi, un’impresa da leggenda. Rimonta Tiafoe al quinto e vola ai quarti

(Foto Patrick Boren)

Quando il cronometro del Suzanne-Lenglen supera abbondantemente l’una di notte, Matteo Arnaldi alza le braccia al cielo e si lascia cadere sulla terra rossa parigina. Dopo cinque ore e ventisei minuti di battaglia, il ligure completa una delle imprese più belle della sua carriera, sconfiggendo Frances Tiafoe per 7-6(5) 6-7(5) 3-6 7-6(3) 6-4 e conquistando il suo primo quarto di finale Slam.

Una vittoria epica, arrivata al termine di una partita che sembrava ormai sfuggita di mano. Arnaldi aveva vinto il primo set al tie-break, aveva ceduto il secondo sempre al gioco decisivo e si era ritrovato sotto di un set e di un break contro un Tiafoe sempre più sicuro. Nel quarto parziale l’americano era addirittura avanti 4-1 e sembrava avere il controllo dell’incontro. Ma è proprio in quel momento che il ligure ha tirato fuori il meglio del proprio repertorio.

Con pazienza, resistenza e una capacità di soffrire fuori dal comune, Arnaldi ha ricucito lo strappo. Ha allungato gli scambi, ha costretto Tiafoe a colpire una palla in più e ha lentamente cambiato l’inerzia della partita. Il quarto set si è deciso al tie-break e lì il sanremese ha giocato da veterano, trovando aggressività e coraggio proprio quando il braccio avrebbe potuto tremare.

Il quinto set è stato una prova di resistenza fisica e mentale. Tiafoe ha provato più volte a riprendere il comando delle operazioni, ma Arnaldi non ha mai abbassato il livello. Ogni punto era una battaglia, ogni game una lotta. Alla fine è stato il ligure a trovare il break decisivo e a chiudere al terzo match point una sfida destinata a restare nella memoria di questo Roland Garros.

La statistica racconta soltanto in parte la portata dell’impresa. Con questa vittoria Arnaldi diventa il terzo italiano nei quarti di finale del torneo insieme a Flavio Cobolli e Matteo Berrettini, un risultato storico per il tennis azzurro. Inoltre, dopo le maratone disputate contro Collignon e Tiafoe, il ligure ha accumulato 17 ore e 42 minuti in campo, il dato più alto mai registrato per un quartofinalista Slam da quando esiste il monitoraggio ufficiale dei tempi di gioco.

Eppure ridurre questa vittoria ai numeri sarebbe ingiusto. Arnaldi ha mostrato qualcosa che va oltre il tennis. Ha dimostrato di saper soffrire, di saper resistere quando tutto sembra perduto e di possedere quella qualità che distingue i buoni giocatori dai grandi competitori: la capacità di restare vivi dentro una partita anche quando l’inerzia è completamente dall’altra parte della rete.

Ora lo attende un derby tutto italiano contro Matteo Berrettini. Un quarto di finale che garantirà all’Italia almeno un semifinalista al Roland Garros. Ma dopo una notte come questa, Matteo Arnaldi ha già scritto una delle pagine più belle della sua carriera. E forse il suo torneo non è ancora finito.

(8926)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com