(Foto Patrick Boren)
Matteo Berrettini continua a scrivere una delle pagine più belle della sua carriera recente. Il romano si qualifica per i quarti di finale del Roland Garros superando in tre set l’argentino Juan Manuel Cerundolo, giustiziere di Jannik Sinner nel turno precedente, con il punteggio di 6-3 7-6(3) 7-6(6) dopo due ore e trentadue minuti di gioco.
Una vittoria costruita con autorità nel primo set e difesa con carattere nei due successivi, quando Cerundolo è cresciuto sensibilmente di livello e ha costretto Berrettini a giocare il suo miglior tennis nei momenti decisivi.
Matteo è partito con grande concentrazione. Servizio e diritto hanno immediatamente fatto la differenza. Mobile negli spostamenti e aggressivo appena possibile, il romano ha imposto il proprio ritmo contro il mancino argentino, che cercava costantemente di martellare sul rovescio dell’azzurro.
Il break arriva già nel secondo game. Berrettini strappa il servizio all’argentino sull’1-0 e da quel momento non concede nulla. Cerundolo non riesce mai a procurarsi una palla break e Matteo amministra il vantaggio senza particolari difficoltà fino al 6-3 che chiude la prima frazione.
Il secondo set racconta però una storia diversa. Cerundolo cresce sensibilmente soprattutto al servizio. Arrivano ace, prime vincenti e una continuità che nelle prime fasi del match non si era vista. L’argentino diventa praticamente inattaccabile nei propri turni di battuta.
Berrettini continua a fare ciò che sa fare meglio: prima di servizio e diritto a seguire. I turni di battuta scorrono rapidamente e il tie-break diventa una conseguenza naturale.
Nel gioco decisivo emerge tutta l’esperienza del romano. Matteo conquista subito un minibreak, poi ne aggiunge un secondo e prende rapidamente il controllo delle operazioni. Il 7-3 finale vale il doppio vantaggio e sembra indirizzare definitivamente la partita.
Ma il bello del tennis è che non finisce mai finché non è davvero finita.
Cerundolo non si arrende, anzi. Nel terzo set alza ulteriormente il livello, gioca con maggiore aggressività e sfrutta un leggero calo fisico dell’azzurro. Berrettini appare meno brillante negli spostamenti laterali e sul 2-2 incappa in un turno di servizio complicato. Arriva una sola prima in campo e l’argentino ne approfitta immediatamente con risposte profonde e aggressive. Il break è servito.
Da quel momento i servizi dominano nuovamente la scena. Cerundolo tiene i propri turni spesso a zero e il quarto set sembra ormai inevitabile. Sul 5-4, però, quando l’argentino serve per allungare la partita, accade ciò che rende il tennis uno sport imprevedibile e meraviglioso.
Sotto 4-5, Berrettini trova due risposte vincenti consecutive. Cerundolo improvvisamente si irrigidisce. Una palla corta mal concepita gli costa carissima e il vantaggio accumulato svanisce. Matteo recupera immediatamente il break e torna sul 5-5.
La fiducia cambia campo. Il romano tiene il servizio a quindici, Cerundolo risponde facendo altrettanto e per la seconda volta il destino del set si decide al tie-break.
L’inizio sembra da incubo per Berrettini. Due errori in uscita dal servizio consentono all’argentino di scappare avanti 6-3 con tre set point consecutivi e due minibreak di vantaggio.
È il momento che decide la partita.
Quando arriva il momento di servire per il set, il braccio di Cerundolo trema. L’argentino prova a chiudere in fretta gli scambi, tenta ancora una palla corta azzardata e restituisce entrambi i minibreak. Berrettini, abituato ai grandi palcoscenici e alle partite che pesano, resta lucido. Due prime pesanti riportano l’equilibrio.
Sul match point Cerundolo serve con una velocità inferiore rispetto al solito. Matteo risponde profondo sul diritto dell’argentino, che non riesce a controllare la traiettoria e spedisce il colpo in rete.
È finita.
Matteo Berrettini vola ai quarti di finale del Roland Garros, confermando di essere tornato protagonista ai massimi livelli. Ad attenderlo ora ci sarà il vincente della sfida tra Matteo Arnaldi e Frances Tiafoe.
Comunque vada il prossimo match, il romano ha già vinto la sua scommessa più importante: tornare competitivo nei grandi tornei e dimostrare ancora una volta di appartenere all’élite del tennis mondiale.
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