(Foto P.Boren )
Federico Cinà, classe 2007, vince una battaglia in cinque set contro il gigante americano Reilly Opelka. Tre ore e 21 minuti di lotta, senza pensieri negativi e con una volontà indomita di arrivare al traguardo. Sorridente, il giovane azzurro racconta la sua gioia per un risultato destinato a restare.

D. Federico, complimenti. Eri avanti due set a uno, poi nel quarto lui ti ha raggiunto al tie-break. Dove hai trovato la forza per vincere ancora il quinto?
Federico Cinà:
“Sì, dopo il quarto set avevo comunque tanti pensieri, perché ero avanti 4-1 nel tie-break e lui ha fatto dei bei punti. Quindi non avevo tanto da rimproverarmi. Ho pensato: per la prima volta gioco una partita così, c’è ancora tutto un set davanti, quindi perché dovrei pensare al quarto set? Ho pensato a godermi il quinto. E alla fine è andata bene”.
D. Sei più soddisfatto della resistenza in una partita al quinto set, che per te era un terreno inesplorato, o del fatto che non ti sei fatto venire addosso il match, ma lo hai gestito tu, restando coraggioso anche sullo 0-40 quando servivi per il match?
Federico Cinà:
“Spero innanzitutto che mi mettano l’accento sul cognome. Poi sono molto felice di come ho gestito fisicamente la partita, ma soprattutto, come hai detto tu, anche mentalmente. Non mi sono fatto prendere dal panico in certi momenti e ho gestito tutto molto bene. Non ho avuto tanti cali oggi, che comunque è un mio punto debole: ogni tanto ho dei momenti bassi. Oggi invece ho gestito veramente bene questo aspetto, ero molto attento”.
D. Adesso c’è il secondo turno, dove potresti incontrare un giocatore che ha perso nelle qualificazioni ma poi è entrato in tabellone, oppure un campione a fine carriera. Che cosa pensi?
Federico Cinà:
“Innanzitutto ha una carriera più forte della mia, quindi massimo rispetto ovviamente. È un campione, l’ho visto tantissime volte giocare quando ero piccolo. L’altro invece è comunque nei primi 100, penso, quindi sarà sicuramente una partita difficile con entrambi. Vediamo chi vince, mi preparerò al massimo”.
D. Sullo 0-40, quando servivi per il match, ti ho visto inizialmente con uno sguardo un po’ così, come a dire: “Guarda cosa mi tocca fare”. Poi hai guardato l’angolo ed è cambiato qualcosa. Ti hanno detto qualcosa o ti hanno guardato in un certo modo?
Federico Cinà:
“Hanno sempre provato a incitarmi, fin dallo 0-40. Poi non lo so, mi sono concentrato veramente tanto. Non pensavo più al 5-4 al quinto, pensavo punto su punto. In quel game non avevo messo prime, poi ho fatto un ace e poi un servizio vincente sul 30-40. Il mio focus era al massimo e non mi sono fatto distrarre dall’emozione e dal pubblico, che era veramente in fiamme. Ho dato tutto in quei cinque punti”.
D. Ci dici qualcosa su di te? Che tipo sei? Cosa ti piace fare fuori dal campo? Hai una passione oltre al tennis?
Federico Cinà:
“Sono un ragazzo abbastanza tranquillo, non so se si vede in campo, penso di sì. Quando sono fuori dal campo cerco di stare con amici e famiglia, mi piace rilassarmi. Sono abbastanza tranquillo. Tifo Palermo, importante. Siamo rimasti in Serie B, però speriamo nel prossimo anno”.
D. Te l’aspettavi così la tua prima vittoria importante in un torneo importante? Hai una dedica da fare per questo giorno che comunque resterà nella tua storia?
Federico Cinà:
“Sì, penso di sì, ma non la immaginavo così. Non sapevo se si sarebbe avverata, però la immaginavo comunque con un’atmosfera incredibile, come è stata oggi. Mi alleno e lavoro per questi momenti. Sono felice”.