(Foto P.Boren e ATPTour.com)
Una prestazione di altissimo livello, per lunghi tratti semplicemente impeccabile. Jannik Sinner domina con autorità Alexander Zverev, numero tre del mondo, con il punteggio di 6-1 6-4 e conquista la sua prima finale al Masters 1000 di Monte-Carlo Masters. Per l’azzurro è la quarta finale consecutiva in un Masters 1000, segnale inequivocabile di continuità e maturità ai massimi livelli.
Il primo set è un autentico monologo. Sinner impone ritmo, profondità e variazioni, togliendo immediatamente riferimenti al tedesco. Tre break in sequenza scavano un solco incolmabile: il 4-0 iniziale è una sentenza, Zverev riesce appena a interrompere l’emorragia con un game, ma la chiusura sul 6-1 è la naturale conseguenza di un dominio totale.
Più equilibrata la seconda frazione, almeno nel punteggio. Fino al 4-4 si procede on serve, ma la sensazione è che il controllo resti sempre nelle mani del numero due del mondo. Sinner tiene con autorità il turno di battuta e costringe Zverev a servire sotto pressione. Il tedesco vacilla nel momento decisivo, concede e spalanca la porta all’allungo finale dell’azzurro, che chiude senza esitazioni.
Per Zverev si tratta della terza sconfitta consecutiva contro Sinner dopo Indian Wells e Miami: un dato che fotografa bene l’attuale gerarchia al vertice. Il livello espresso dal tedesco resta elevato, sufficiente contro gran parte del circuito, ma ancora insufficiente contro l’élite più ristretta, rappresentata oggi proprio da Sinner e Carlos Alcaraz.
Per Jannik, invece, si apre un’altra finale di prestigio e la concreta possibilità di tornare a mettere le mani sul numero uno del mondo. A Monte-Carlo, sulla terra, il suo tennis ha raggiunto una completezza che oggi sembra non avere punti deboli.
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