(Foto P.Boren e ATPTour.com)
Si chiude subito l’avventura di Matteo Arnaldi al Masters 1000 di Monte-Carlo. Ripescato come lucky loser, l’azzurro è stato sconfitto in due set da Cristian Garin con il punteggio di 6-2 6-4, confermando un momento di difficoltà che ormai dura da diversi mesi.
La parabola del ligure resta preoccupante: dalla 33ª posizione del ranking ATP raggiunta nel febbraio 2025 fino all’attuale numero 108 di inizio aprile 2026. Un’involuzione evidente, condizionata in parte da qualche problema fisico non completamente risolto, ma soprattutto da una crisi di gioco e di fiducia che oggi è emersa chiaramente.
Contro un avversario come Garin, specialista della terra battuta e giocatore estremamente solido, servivano pazienza e costruzione. Il cileno è un “maratoneta” dello scambio, uno che non regala nulla e che costringe sempre l’avversario a guadagnarsi ogni punto. Arnaldi, invece, è caduto nella trappola della fretta, cercando soluzioni forzate e aumentando la percentuale di errori.
Il primo set è scivolato via rapidamente. Due break concessi e un Garin in pieno controllo hanno portato al 6-2 senza particolari resistenze.
Nel secondo parziale si è intravista una reazione. Arnaldi è partito meglio, trovando il break per il 2-0 e dando l’impressione di poter riaprire il match. Ma ancora una volta è mancata continuità: il ligure si è disunito, perdendo campo e sicurezza fino a ritrovarsi sotto 3-4 con Garin al servizio.
Qui Matteo ha avuto un sussulto, salvando due palle del possibile 3-5 e riuscendo a recuperare il break per il 4-4. Ma nel momento chiave, sul pari, è arrivato un nuovo passaggio a vuoto: seconda di servizio troppo morbida, rovescio corto e Garin ne ha approfittato immediatamente per strappare ancora la battuta.
Il cileno non ha tremato nel game conclusivo: prima solida e smash vincente per salire rapidamente 40-0, poi tre prime consecutive a chiudere i conti.
Garin avanza così al turno successivo, mentre per Arnaldi prosegue un periodo complicato, che rischia di pesare ulteriormente anche in classifica e, soprattutto, sul piano della fiducia.
(8439)