Roland Garros : Rafael Nadal – Casper Ruud finale per la storia

(Foto P. Boren)

Da eurosposrt.it
Domenica 5 giugno, sul Philippe-Chatrier, andrà in scena la finale del tabellone maschile. Rafa Nadal e Casper Ruud a confronto in una sfida inedita, che in partenza elegge un chiaro favorito ma pare tutt’altro che scontata. Andiamo ad esaminare i punti di forza di ciascuno: il norvegese ha qualche chance?

Rafa Nadal e Casper Ruud. Il maestro e l’allievo si incroceranno per la prima volta sul palcoscenico più rovente della stagione: la terra rossa di Parigi. Per il norvegese, questa è la prima apparizione in una finale Slam (nessun connazionale si era mai spinto così lontano) e coincide con la tanto attesa prova di maturità al cospetto del suo idolo. Dal settembre 2018 infatti, il classe ’98 si è allenato alla Rafa Nadal Academy di Maiorca; avido studioso dei segreti celati dietro al mancino di Manacor, Casper avrà bisogno della partita della vita per alzare il suo primo titolo Slam.
Nessuno, nella storia di questo sport, è mai riuscito a sconfiggere Nadal in una finale del Roland Garros: il nativo di Oslo ha qualche chance per firmare un upset storico? Per capirlo, andiamo a pesare i punti di forza di entrambi gli angoli.

NADAL È UNA SENTENZA: LA 14A FINALE SARÀ SUA
Cominciamo dal Re. Perché sulla terra della Ville Lumière, lui ha sempre la precedenza. Rafa è 13 su 13 in finale di Roland Garros, un record perfetto. Nell’era Open più finali nello stesso evento le ha fatte registrare solo Federer a Basilea (15). In Francia il maiorchino non ha mai sbagliato l’ultimo passo, e non ha motivo per inciampare contro Casper Ruud, che dopotutto è stato il prodotto di una parte bassa di tabellone scarna di grandi pretendenti e martoriata da flop eccellenti (vedi Tsitsipas, Sinner…).
Per Ruud sognare il primo Major è lecito, ma basta un nulla per franare sotto al peso della pressione per la prima grande finale, nonché un consueto appuntamento con la storia per Rafa; il maiorchino allungherebbe il conteggio dei titoli Slam a +2 su Djokovic e Federer.
Appena vede il rosso di Parigi, il toro di Manacor si trasforma in una bestia ingiocabile: 111 vittorie e appena tre sconfitte nel feudo parigino. In carriera, Nadal ha vinto il 91% dei match giocati sul rosso. Il suo percorso verso la finale è stato tortuoso sì, ma maledettamente efficace. Rafa ha saputo rigenerarsi più volte sull’orlo del precipizio, dimostrando di saper vincere con le buone o con le cattive: contro Auger-Aliassime (match vinto dopo 5 set) e contro Djokovic (risolto in 4 set) Rafa ha sfoderato prestazioni di cuore. Lo stop improvviso del confronto con Zverev ha inoltre evitato a Nadal un ennesimo sforzo colossale prima della fatidica finale.
A questo aggiungiamo che il profilo tecnico di Ruud non è ideale per impensierire il 21 volte campione Slam. Ruud non dispone di un martello penumatico a servizio, dunque farà una fatica smisurata nell’estromettere Nadal dallo scambio. Scontato dire che lo spagnolo parte come netto favorito.

RUUD HA PIÙ CHANCE DI QUANTE GLIENE VOGLIAMO DARE: PUÒ FIRMARE L’UPSET
Quella di Ruud dunque, dovrebbe essere per forza di cose una vittoria situazionale. In altre parole, il norvegese ha poco interesse nell’affrontare Nadal a viso aperto. Casper dovrà nutrirsi d’inerzia positiva creata dai sali e scendi del match, soprattutto perché davanti si ritrova un Nadal in evidente affanno fisico.
Lo abbiamo notato soprattutto nelle ultime battute del suo torneo: contro Djokovic e Zverev le rotazioni nei suoi colpi erano tutt’altro che continue, e il piede acciaccato potrebbe tornare a fargli visita in ogni momento. Il tennis del norvegese è fatto di precisione, gambe, opportunismo; ha tutte le carte in regola per prolungare il match fino a sfiancare Rafa.
Ruud centra la prima finale Slam: il meglio del match con Cilic in 160″Ruud centra la prima finale Slam: il meglio del match con Cilic in 160″
Ruud centra la prima finale Slam: il meglio del match con Cilic in 160″

Il mero fattore freschezza però non deve distogliere dalle nobili carte che un talento come Ruud può giocarsi ad ogni momento: Casper è di gran lunga il giocatore più sottovalutato della top 10 mondiale, posizione che non ha mai abbandonato da ormai un anno. L’unico “bug” che frenava l’opinione pubblica dall’inserirlo nella crema del tennis mondiale era una deludente esperienza a livello Slam. Ebbene, la finale raggiunta a Parigi non può che levare questo tabù.
La sua è un’ascesa che può e deve impensierire anche un campione come Nadal: Ruud è infatti primatista di successi su terra battuta dal 2020, ma oltre all’exploit sul rosso è riuscito a strappare convincenti risultati anche altrove. Sul cemento di Miami infatti, Ruud ha battuto il numero 4 mondiale Sascha Zverev. Lo stesso giocatore che, nella semifinale appena conclusa, aveva messo una grande pressione allo spagnolo nel corso di primo e secondo set.
Finalissima che, di partenza, elegge un chiaro favorito. Ma attenzione a darla per scontata. (1019)

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