{"id":9999,"date":"2014-02-14T08:59:12","date_gmt":"2014-02-14T07:59:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.formulatennis.com\/?p=9999"},"modified":"2016-02-14T10:17:14","modified_gmt":"2016-02-14T09:17:14","slug":"il-tennis-e-le-scienze-del-caos-il-campione-e-unanomalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=9999","title":{"rendered":"Il tennis e le scienze del caos. Il campione \u00e8 un&#8217;anomalia"},"content":{"rendered":"<p>Non potrebbe essere altrimenti. La normalit\u00e0, se ci basiamo sull\u2019informazione statistica, \u00e8 quella di vincere e perdere in modo equilibrato e non quella di segnare record o essere sconfitti poche volte. Se disponiamo su una linea i risultati degli atleti agli estremi troviamo le due irregolarit\u00e0. Le eccezioni di chi vince sempre e di chi al contrario \u00e8 sempre sconfitto. Nel mezzo ci sono coloro che rientrano nella norma e quelli che, ai lati, gradualmente raggiungono le eccezioni pi\u00f9 marcate. Tecnicamente, a una analisi asettica, chi perde sempre non \u00e8 diverso dal campione. L\u2019unica dissomiglianza \u00e8 nel valore che comunemente viene attribuito a chi vince: un\u2019anomalia piace mentre l\u2019altra no, anzi \u00e8 in alcuni casi, non infrequenti \u00e8 denigrata e con lei chi la evidenzia: l\u2019atleta se cos\u00ec pu\u00f2 essere chiamato. Piace l\u2019eccezionalit\u00e0 in senso e non nell\u2019altro ma tale attribuzione di valore \u00e8 puramente arbitraria. Non \u00e8 improbabile che tra due persone che cercano la sconfitta perdere richieda delle qualit\u00e0 non poco. Ma piacciono coloro che vincono e quindi per cercare l\u2019eccezione in un senso invece che nell\u2019altro si \u00e8 disposti a tutto. Sarebbe invece divertente osservare competizioni dove i trucchi per vincere debbano essere abbandonati perch\u00e9 \u00e8 perdere che conta. Ci sarebbe un doping alla rovescia? Una ricerca sofisticata per ridurre le prestazioni? Si cercherebbe l\u2019incapacit\u00e0 con la stessa bramosia con cui si cerca l\u2019abilit\u00e0? Ma potremmo definirla un\u2019attitudine inversa. Nel tennis il pi\u00f9 bravo a tirare fuori vincerebbe e nel colpire una parte del terreno invece di un\u2019altra potrebbero essere necessarie delle doti rovesciate. Viviamo del valore che attribuiamo alle cose: chi vince e bravo e chi perde \u00e8 scarso. Finisce qui, indagare il resto \u00e8 superfluo ma questo non cambia la realt\u00e0 che chi vince sempre, segna record uno dietro l\u2019altro \u00e8 fuori dalla norma indipendentemente dal valore che diamo a tale rarit\u00e0. Siamo pieni di rarit\u00e0 in questo pianeta alcune rendono le persone che le posseggono dei miti altre dei perseguitati. Avere la pelle pi\u00f9 scura dove tutti l\u2019hanno chiara, i capelli rossi dove la maggior parte sono mori, essere brutti in un mondo di belli, essere \u201cdiversamente abili\u201d in mondo abili in un mondo di abili, essere di una religione diversa da quella della maggioranza. La diversit\u00e0 \u00e8 stata ed \u00e8 fonte di discriminazione ma la stessa diversit\u00e0 a volte, e non meno arbitrariamente, \u00e8 fonte di fortune al limite di essere considerati delle divinit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A volte tutto inizia a causa di una sciocchezza e termina con una tragedia o la glorificazione. Trionfo e rovina sono le conseguenze dell\u2019esaltazione del dover essere, della considerazione positiva o negativa che prescinde da un\u2019analisi della realt\u00e0 svincolata dall\u2019ansia di attribuire un merito o un demerito, una positivit\u00e0 o negativit\u00e0, a ogni azione, a ogni realt\u00e0, a ogni differenza, a ogni abilit\u00e0. Troppo spesso il giudizio \u00e8 un pregiudizio privo di ogni giustificazione razionale, mentre al contrario la logica \u00e8 piegata alla difesa di un preconcetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono alcune domande che sono molto intriganti affinch\u00e9 si conosca cosa permette di eccellere in un senso o nell\u2019altro, in positivo o in negativo (i termini sono qui usati solo per indicare un differenza e non un valore). Quali sono le cause della differenza? L\u2019esaltazione e la discriminazione sono necessariamente e sempre giustificate da differenze enormi? Se fosse una piccola differenza la causa di tutto il consueto modo di analizzare, magnificare o biasimare, all\u2019estremo accettare o discriminare, non sarebbe ancora di pi\u00f9 reso irragionevole. Se queste piccole differenze offrissero i propri vantaggi solo in determinate circostanze non sarebbe ancora pi\u00f9 insensato pensare un uomo di colore come inferiore solo perch\u00e9 una pigmentazione pi\u00f9 scura lo protegge da un eccesso di luce solare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se il campione e la schiappa fossero separati all\u2019inizio da un\u2019insignificanza la glorificazione eccessiva sarebbe paradossale, cos\u00ec com\u2019\u00e8 irragionevole ogni forma di esclusione sociale che si basa su una diversit\u00e0 da nulla che appare ingigantita solo perch\u00e9 osservata attraverso la lente del pregiudizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni spiegazione razionale \u00e8 altamente corrosiva di ogni tipo di mito. Ma questo modo di vedere lo sport \u00e8 imprescindibile in una societ\u00e0 che desideri dirsi moderna e in cui si riesca a essere consapevoli che esaltare una piccola anomalia \u00e8 solo il lato della medaglia pi\u00f9 bello. Sull\u2019altro la stessa dinamica consente di arrivare alla discriminazione di chi \u00e8 leggermente diverso, se si considera che in due individui dal colore della pelle diverso le differenze genetiche sono una minoranza, il resto \u00e8 similitudine. Nella sostanza siamo tutti africani. (1131)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non potrebbe essere altrimenti. 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