{"id":9370,"date":"2015-11-29T19:03:19","date_gmt":"2015-11-29T18:03:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.formulatennis.com\/?p=9370"},"modified":"2015-12-22T20:19:10","modified_gmt":"2015-12-22T19:19:10","slug":"murray-e-la-gran-bretagna-conquistano-la-coppa-davis-dopo-79-anni-storie-di-cuore-e-di-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=9370","title":{"rendered":"Murray e la Gran Bretagna conquistano la Coppa Davis dopo 79 anni: storia di cuore e di sport"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci voleva uno come <strong>Andy<\/strong> <strong>Murray<\/strong> per riportare in <strong>Gran Bretagna<\/strong>, dopo il trofeo di Wimbledon, anche l\u2019insalatiera della <strong>Coppa<\/strong> <strong>Davis<\/strong>. Uno dei paesi con pi\u00f9 grande tradizione tennistica al mondo aveva dovuto aspettare 77 anni perch\u00e9 un britannico vincesse Wimbledon. E ora dopo 79 la nazione della Regina Elisabetta torna a vincere grazie allo stesso fantastico giocatore anche la Coppa Davis. <strong>Back the Brits<\/strong>.<\/p>\n<p>Poco importa quindi che Murray solo pochi mesi fa si fosse attirato non poche critiche schierandosi apertamente a favore dell\u2019indipendenza della Scozia in occasione del referendum. Quando c\u2019\u00e8 stato da unirsi intorno ad un unico obiettivo non si \u00e8 tirato indietro dal rappresentare i colori della Gran Bretagna intera.<\/p>\n<p>E non \u00e8 certo una questione di opportunismo, quanto piuttosto \u00e8 che lo sport \u00e8 uno dei pochi valori a unire davvero in vista di un unico sogno. Allora \u00e8 ancora pi\u00f9 importante che questa finale si sia giocata proprio in <strong>Belgio<\/strong>, dove alcuni dei terroristi coinvolti nella recente strage di Parigi vivevano e dove per questo motivi la paura regna da giorni. Senza contare che Murray stesso da bambino \u00e8 scampato ad un attentato terroristico e questo weekend si \u00e8 ritrovato a giocare tre delle partite pi\u00f9 importanti della sua vita in un contesto blindato. Per fortuna stavolta <strong>c\u2019\u00e8 stato da parlare solo di sport<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono stati <strong>tre giorni intensi<\/strong> e come sempre emozionanti. La Coppa Davis porta sempre alla ribalta protagonisti inaspettati, e anche se poi alla fine il miracolo non accade tutto va secondo pronostico, come in questa occasione \u00e8 accaduto, sono sempre tante le cose su cui poi riflettere.<\/p>\n<p>La prima e la pi\u00f9 semplice \u00e8 che Murray ha portato a casa insieme ai suoi compagni di squadra l\u2019<strong>ennesimo trofeo importantissimo della sua carriera<\/strong>, dopo due Slam e l\u2019oro alle Olimpiadi. Vedere un grande campione lottare per la Coppa Davis e commuoversi dopo averla conquistata \u00e8 sempre emozionante e fa capire come questa competizione sia lungi dal morire, come qualcuno cerca invece di far credere. Non ogni anno tutte le nazioni che contano sono al meglio, capita che in alcuni periodo ci siano pi\u00f9 difficolt\u00e0 perch\u00e9 i top player preferiscono concentrarsi sui risultati individuali, ma prima o poi a turno tutti provano e vincerla e a quel punto ci mettono l\u2019anima. E la gioia alla fine \u00e8 sempre grande, come hanno dimostrato\u00a0 le vittorie nel tempo di Nadal e compagni, di Berdych e Stepanek, di Djokovic con la sua Serbia. Abbiamo ancora negli occhi le immagini di Federer che cade a terra in lacrime l\u2019anno scorso dopo aver conquistato il punto decisivo e la stessa identica felicit\u00e0 \u00e8 oggi toccata ad Andy Murray.<\/p>\n<p>Il match con Goffin \u00e8 stato di alto livello soprattutto nel secondo e terzo set. <strong>Goffin<\/strong>, commosso e deluso dopo la sconfitta, sempre sotto pressione in questi tre giorni, ha giocato un\u2019ottima partita, mostrando il suo tennis cos\u00ec diverso dagli altri. \u00c8 un <strong>giocatore<\/strong> <strong>prezioso<\/strong> nel panorama moderno che non sempre si distingue per variet\u00e0.<\/p>\n<p>Partito anche oggi un po\u2019 emozionato, il belga ha servito in modo decisamente non sufficiente all\u2019inizio del match e il primo set \u00e8 scivolato via 6-3. Gi\u00e0 nel secondo set Goffin ha opposto una maggiore resistenza. Murray sul proprio servizio \u00e8 stato ingiocabile, ma Goffin \u00e8 riuscito sempre a difendere il proprio, costringendo il numero due del mondo a raggiungerlo sul 5-5, per poi per\u00f2 cedergli il passo ancora una volta 7-5. Nel terzo, nonostante un break subito sull\u2019 1-2 e un Goffin decisamente pi\u00f9 ispirato e aggressivo, Murray non si \u00e8 lasciato in alcun modo distrarre dalla vista del traguardo finale e ha chiuso con uno spendido lob simbolo del suo immenso repertorio di colpi.<\/p>\n<p>L\u2019ottima annata in doppio del fratello Jamie e il contributo occasionale di altri compagni di squadra (come l\u2019epica vittoria di Ward su Isner conto gli Stati Uniti al primo turno) sono stati tasselli importanti di questo successo che \u00e8 sicuramente di gruppo. Ma \u00e8 stato ovviamente Andy la punta di diamante della sua squadra, fondamentale e solido in ogni sfida. Ha dato sempre <strong>certezze<\/strong> e ha dimostrato un\u2019<strong>attitudine<\/strong> che spesso gli \u00e8 invece mancata in singolare nei grandi momenti della sua carriera negli ultimi due anni, dalla vittoria di Wimbledon del 2013 in poi. Se mettesse nel cassetto la mentalit\u00e0 trovata in questi tre giorni e la conservasse fino agli Australian Open, sarebbe un giocatore diverso quello che ci troveremmo di fronte l\u2019anno prossimo, e di cui il circuito avrebbe un <strong>immenso bisogno<\/strong>.<\/p>\n<p>Murray ha un fisico incredibile, e un pari talento. La sua <strong>capacit\u00e0 di variazione<\/strong> \u00e8 decisamente maggiore di quella di Djokovic e soprattutto \u00e8 in grado di verticalizzare quando vuole, ed \u00e8 perfettamente a suo agio nel gestire la situazione a rete. Che non sia questa la sua attitudine di gioco si \u00e8 capito da anni ed \u00e8 vero che per un giocatore snaturarsi \u00e8 sempre difficile. Ma nel suo caso la base c\u2019\u00e8 tutta e allora, poich\u00e9 \u00e8 ormai evidente che<strong> di fronte alla ripetitiva perfezione di Djokovic questo Murray non basta<\/strong>, dovrebbe finalmente decidersi a cambiare marcia e a prendere l\u2019iniziativa pi\u00f9 spesso, accorciando gli scambi e provando a imporre il suo gioco. In fondo, \u00e8 quello che quasi tutti aspettiamo da anni. <strong>Che gli serva un Edberg<\/strong>?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.formulatennis.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_20151129_185432.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9373\" src=\"https:\/\/www.formulatennis.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_20151129_185432-300x200.jpg\" alt=\"IMG_20151129_185432\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.formulatennis.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_20151129_185432-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.formulatennis.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_20151129_185432-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.formulatennis.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_20151129_185432.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> (11936)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ci voleva uno come Andy Murray per riportare in Gran Bretagna, dopo il trofeo di Wimbledon, anche l\u2019insalatiera della Coppa Davis. 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