{"id":35803,"date":"2026-06-02T15:24:28","date_gmt":"2026-06-02T13:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=35803"},"modified":"2026-06-02T15:24:29","modified_gmt":"2026-06-02T13:24:29","slug":"roland-garros-stefano-cobolli-flavio-ha-ancora-tanti-margini-sono-piu-orgoglioso-di-lui-come-uomo-che-come-giocatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=35803","title":{"rendered":"Roland Garros : Stefano Cobolli: \u201cFlavio ha ancora tanti margini. Sono pi\u00f9 orgoglioso di lui come uomo che come giocatore\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Foto Patrick Boren)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> <strong>Stefano Cobolli conosce il tennis dall&#8217;interno da oltre trent&#8217;anni. Ex professionista, capace di raggiungere la posizione numero 236, in singolare, del ranking ATP <\/strong>e di affacciarsi al circuito maggiore alla fine degli anni Novanta, oggi \u00e8 soprattutto il padre e il coach di Flavio Cobolli. A Parigi sta vivendo da vicino il momento pi\u00f9 importante della carriera del figlio, arrivato per la prima volta ai quarti di finale del Roland Garros e ormai a un passo dalla Top 10 mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parla con la calma di chi ha visto tante partite e vissuto molte pi\u00f9 emozioni di quelle che lascia trasparire. Nessuna esaltazione, nessuna fuga in avanti. Anche davanti a un risultato storico, Stefano preferisce concentrarsi sul lavoro quotidiano e sul percorso che ha portato Flavio fin qui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripensando all&#8217;inizio del 2025, quando il figlio aveva collezionato sette sconfitte al primo turno, individua nella crescita mentale il salto pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCredo soprattutto dal punto di vista mentale, perch\u00e9 \u00e8 diventato pi\u00f9 grande, pi\u00f9 maturo e ha lavorato meglio. Negli ultimi due anni ha avuto una maggiore disponibilit\u00e0 al lavoro e al miglioramento. Dal punto di vista tecnico, invece, \u00e8 cresciuto un po&#8217; in tutte le lacune che aveva. Comunque ha ancora tanti margini. Dal servizio ai colpi di taglio, al gioco di volo, alla risposta. Ci sono tantissime cose nelle quali era un po&#8217; indietro. Prima riusciva a mantenere un certo livello grazie ad altre caratteristiche, per\u00f2 per stare stabilmente tra i primi 30 o i primi 20 bisogna essere allineati anche tecnicamente. Soltanto con la grinta, la testa e il cuore non si va avanti. \u00c8 stato molto bravo ad avere quella disponibilit\u00e0 e quella voglia di migliorare senza sentirsi appagato da una classifica che, gi\u00e0 allora, era comunque molto buona\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante il tabellone si sia aperto dopo diverse eliminazioni eccellenti, nel team Cobolli non si respira alcuna euforia particolare. La parola d&#8217;ordine resta normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNoi stiamo facendo esattamente la stessa routine del primo turno, anzi, addirittura degli allenamenti della settimana precedente. Viviamo con grande consapevolezza dei miglioramenti che ha fatto ogni giorno. Adesso lo aspetta una partita contro il numero quattro del mondo. Quindi non mi sembra che il tabellone sia cos\u00ec aperto come viene detto. Gioca contro il numero quattro del mondo, non contro il numero cento. Trovo che abbia una partita difficilissima e penso che la affronter\u00e0 nel migliore dei modi, godendosi pienamente questo campo meraviglioso e l&#8217;atmosfera che ci sar\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stefano torna poi sulle settimane precedenti al Roland Garros, in particolare sulla delusione di Roma, un passaggio che oggi appare quasi necessario nel percorso di crescita del figlio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cA Roma arrivava da un quarto di finale e da ottime vittorie a Madrid. C&#8217;erano gi\u00e0 delle aspettative. In pi\u00f9 arrivava da un ottimo finale di torneo a Monaco e dai quarti a Madrid, quindi le aspettative erano ulteriormente aumentate. Secondo me ha subito un po&#8217; la pressione di dover fare bene. Per\u00f2 aveva lavorato molto bene e io ero contento anche se poi ha perso quella partita. A differenza di altri momenti, io guardo sempre i giorni precedenti al torneo: come si allena, come si alimenta, come dorme, quanto \u00e8 concentrato. Da questo punto di vista aveva fatto bene. \u00c8 stata soltanto una partita sbagliata, nella quale ha subito un po&#8217; il campo e una prima esperienza importante su un centrale che gli ha dato emozioni diverse. Far\u00e0 esperienza, ha capito alcune cose e la prossima volta secondo me subir\u00e0 meno quella situazione e far\u00e0 meglio. L&#8217;importante, per\u00f2, \u00e8 sempre il lavoro che c&#8217;\u00e8 stato prima, e quello era stato fatto bene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il discorso si sposta inevitabilmente sulla straordinaria generazione italiana che sta animando questo Roland Garros. Cobolli, Arnaldi, Berrettini, Musetti, Darderi: un gruppo che cresce insieme da anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cOgnuno fa la propria gara, perch\u00e9 \u00e8 uno sport individuale. Ognuno ha le sue routine, il suo team, le sue abitudini. \u00c8 ovvio che, stando nello stesso circolo e essendo loro molto amici e molto legati, passano pi\u00f9 tempo insieme. Per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 uno scambio di idee o di strategie particolari. Stanno vivendo un torneo importantissimo da protagonisti e non si mettono certo a parlare di quello che potrebbe succedere. Vivono il momento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 che gli aspetti tecnici, per\u00f2, a colpire Stefano \u00e8 il rapporto umano che lega questi ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCerto. C&#8217;\u00e8 un bel clima. L&#8217;atmosfera \u00e8 molto bella, proprio come lo era in Coppa Davis. Non \u00e8 la prima volta che vivono emozioni di questo tipo. Le hanno vissute in altri tornei e in Davis, quindi stanno iniziando ad abituarsi. La cosa che mi piace di pi\u00f9 \u00e8 la fratellanza che c&#8217;\u00e8 tra loro. Io li vivo anche negli spogliatoi. Stanno sempre insieme, scherzano, si divertono e sono davvero amici. Questo \u00e8 quello che posso dire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una domanda pi\u00f9 personale. Flavio \u00e8 virtualmente numero 11 del mondo, alle porte dell&#8217;\u00e9lite assoluta del tennis. Stefano risponde prima da padre e poi da allenatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSenza dubbio tutto quello che fa nei confronti delle altre persone mi rende molto orgoglioso. Perch\u00e9 significa che dietro c&#8217;\u00e8 stata una famiglia, dai nonni ai genitori, che probabilmente ha fatto un buon lavoro. Quindi il merito \u00e8 loro e il merito \u00e8 suo, perch\u00e9 da questo punto di vista \u00e8 davvero un ragazzo speciale. Come allenatore, invece, credo di essere pi\u00f9 orgoglioso dell&#8217;uomo che del giocatore. Come giocatore continuo a pretendere tanto. Credo che possa ancora migliorare moltissimo e quindi non sono ancora completamente appagato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una frase che racconta meglio di qualsiasi classifica il rapporto tra padre e figlio. Perch\u00e9 dietro i quarti di finale del Roland Garros e una Top 10 sempre pi\u00f9 vicina, Stefano Cobolli continua a vedere soprattutto nel figlio l\u2019uomo che \u00e8 diventato. Il tennista, pu\u00f2 ancora migliorare e tanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n (9155)","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Foto Patrick Boren) Stefano Cobolli conosce il tennis dall&#8217;interno da oltre trent&#8217;anni. 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