{"id":35782,"date":"2026-06-01T22:09:38","date_gmt":"2026-06-01T20:09:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=35782"},"modified":"2026-06-01T22:09:39","modified_gmt":"2026-06-01T20:09:39","slug":"roland-garros-matteo-berrettini-questo-torneo-mi-da-ancora-la-testimonianza-del-fatto-che-sono-un-signor-giocatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=35782","title":{"rendered":"Roland Garros : Matteo berrettini : &#8220;Questo torneo mi d\u00e0 ancora la testimonianza del fatto che sono un signor giocatore.&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Foto Patrick Boren)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo cinque anni Matteo Berrettini ritrova i quarti di finale di uno Slam. Il romano, precipitato fino al numero 105 del ranking ATP dopo una lunga serie di problemi fisici, continua il suo percorso di rinascita al Roland Garros 2026.<\/strong> Dopo la vittoria contro Juan Manuel Cerundolo, Berrettini si presenta in conferenza stampa sereno e sorridente, consapevole che il risultato ottenuto va oltre il semplice piazzamento. Tra ricordi dei momenti pi\u00f9 difficili, riflessioni sulla carriera e sulla pressione del circuito, Matteo racconta il significato di questo ritorno ai massimi livelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Complimenti Matteo! Che cosa significa per te raggiungere i quarti di finale qui al Roland Garros?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Beh, posso dirvi che dopo la partita c&#8217;\u00e8 stata festa. Ero super felice, ma anche molto grato, perch\u00e9 \u00e8 stata una partita difficile, soprattutto nel terzo set, dove ero sotto di un break e poi mi sono trovato sotto 6-3 nel tie-break. Il fatto di essere riuscito a vincere in tre set \u00e8 fantastico. Penso che il mio livello di tennis sia stato davvero eccellente. Sono felice e molto orgoglioso di me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Considerando tutti gli infortuni che hai avuto, una vittoria come questa ha un sapore diverso? \u00c8 questo che ha provocato l&#8217;emozione che abbiamo visto alla fine?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> S\u00ec, rende tutto ancora pi\u00f9 bello, perch\u00e9 mi ricordo bene quanto fossi triste in certi momenti. Adesso non sono sorpreso. Per\u00f2 sono riuscito a dimostrare ancora una volta a me stesso che, anche nei momenti pi\u00f9 difficili, posso trovare l&#8217;energia necessaria. Ho avuto anche la fortuna di avere attorno a me persone che mi hanno aiutato a trovare questa energia, queste vibrazioni positive, questo modo di pensare positivo che non \u00e8 sempre facile trovare quando sei in un periodo buio, quando stai lottando anche solo per riuscire a colpire qualche palla o per tornare competitivo. Invece oggi, dal primo all&#8217;ultimo punto, ero presente. Mi sono goduto la partita, mi parlavo da solo. Questo \u00e8 il tennis per me: essere felice ed essere pronto a lottare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Hai avuto tanti problemi fisici. Oggi giochi in modo diverso per proteggere il tuo corpo oppure continui a colpire ogni palla al 100%?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Abbiamo cercato di capire se ci fosse qualcosa che mi causava questi problemi. Ma se ci fosse stata una cosa specifica, sarebbe successa ogni volta, a ogni servizio o a ogni colpo. In realt\u00e0 questo \u00e8 uno sport estremamente impegnativo, sia fisicamente sia mentalmente. \u00c8 uno degli sport pi\u00f9 difficili che esistano, considerando le condizioni, i viaggi, le ore di allenamento. Sono arrivato alla conclusione che il mio corpo era semplicemente usurato, ed \u00e8 normale. Ci sono giocatori che giocano con meno potenza. Io gioco in maniera molto potente e ho dovuto accettarlo. La chiave \u00e8 stata trovare il modo di poter giocare ogni colpo al 100%, ed \u00e8 proprio questo che mi ha permesso di uscirne: colpire forte, trasferire il peso sulla palla. Il servizio e il diritto sono le mie armi migliori. Essere al 100% \u00e8 la soluzione per sentirmi come mi sono sentito oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Potresti trovare un altro italiano al prossimo turno. Come affronteresti questa sfida?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Ha vinto il primo set e gli auguro molta fortuna. Anche lui \u00e8 tornato dopo un infortunio al piede e per molto tempo non ha potuto giocare come avrebbe voluto. \u00c8 un grandissimo competitivo. Abbiamo condiviso il campo in Coppa Davis e gli auguro il meglio. Poi, naturalmente, si gioca per s\u00e9 stessi, quindi non importa troppo contro chi giochi. Se affronti un altro italiano \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile, un po&#8217; pi\u00f9 delicato. Per\u00f2 succede spesso, perch\u00e9 nei quarti di finale ci sono spesso Jannik, Lorenzo Musetti, Darderi. Tutti stanno giocando un tennis incredibile. \u00c8 una grande cosa per il nostro sport e per il tennis italiano. E se Matteo dovesse vincere oggi, avremmo la certezza di avere un italiano in semifinale. E questo \u00e8 bellissimo per i tifosi italiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Madrid, Roma, i quarti a Cagliari, il secondo turno a Valencia e adesso i quarti di finale in uno Slam. \u00c8 scattato qualcosa dopo una partita in particolare oppure \u00e8 stata una serie di fattori che si sono incastrati al momento giusto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Secondo me il tennis \u00e8 cos\u00ec. Siamo abituati a vedere soltanto vittorie, vittorie, vittorie e risultati. Per\u00f2 bisogna fare un distinguo tra i giocatori. Se prendi Nadal sulla terra battuta \u00e8 una vittoria dopo l&#8217;altra. Ma per la maggior parte di noi esistono momenti in cui bisogna perdere. Abbiamo bisogno delle sconfitte. Abbiamo bisogno di momenti che fanno male. Le sconfitte di Madrid e di Roma, per esempio, sono state partite nelle quali mi ero sentito bene in campo. E secondo me fanno parte del percorso. Quello che mi piacerebbe vedere un po&#8217; di pi\u00f9 nel tennis, visto che probabilmente siamo lo sport pi\u00f9 in salute in Italia, \u00e8 maggiore equilibrio nei giudizi. Mi capita di leggere o sentire troppo spesso che se fai un risultato sei un fenomeno e se perdi al primo turno sei finito. Invece il tennis ci dimostra continuamente che non \u00e8 cos\u00ec. Ce n&#8217;\u00e8 uno che vince ogni settimana, tutti gli altri hanno bisogno di perdere, di sentirsi tristi, di attraversare momenti difficili per poi tornare e dimostrare quello che vogliono davvero. La classifica si costruisce in un anno, non in un torneo. Io ho avuto dei dubbi nelle ultime settimane, ma quei dubbi mi hanno spinto a reagire. Credo che la cosa pi\u00f9 importante sia accettare che il percorso possa essere ondulatorio e non sempre una linea che sale verso l&#8217;alto. Altrimenti saremmo tutti numeri uno del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> In queste settimane hai riscontrato difficolt\u00e0 particolari nella risposta?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Non \u00e8 un segreto che la risposta non sia il mio punto di forza. Per\u00f2 credo che dall&#8217;altra parte compensi molto bene. Devo anche dire che qui le condizioni sono molto rapide. Non avevo mai giocato contro Juan Manuel e non mi aspettavo una prima di servizio cos\u00ec incisiva. Ha servito molto bene, ha fatto tanti ace. Sapevo che la seconda palla poteva essere pi\u00f9 attaccabile. \u00c8 ovvio che se migliorassi ogni aspetto del mio gioco sarebbe meglio. Per\u00f2 so che spesso basta un break, a volte anche meno. Quindi mi concentro sulle mie qualit\u00e0. \u00c8 chiaro per\u00f2 che pi\u00f9 giocher\u00f2 a questo livello, pi\u00f9 anche il mio tennis crescer\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Cosa ti rende pi\u00f9 felice di questo risultato? Il ritorno ai quarti, il livello di gioco, il servizio, il diritto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Non ho mai dubitato del mio servizio, del mio diritto o del mio rovescio. Se ho avuto dei dubbi, erano legati alla mia tenuta mentale, che poi era collegata a tutto il resto. La cosa che avevo dimenticato era la capacit\u00e0 di competere con questa intensit\u00e0 mentale, con questa attenzione e con un dispendio di energie cos\u00ec alto per cos\u00ec tanto tempo. Su questo mi era venuto qualche dubbio, perch\u00e9 arrivavo da un periodo negativo e temevo di non farcela. Invece, grazie alle persone che mi sono state vicine e che hanno continuato a ripetermi che sono fatto per fare questo, che sono forte in questo, ho ritrovato la strada. Questo torneo, al di l\u00e0 di come andr\u00e0 la prossima partita, mi d\u00e0 un&#8217;altra conferma: sono ancora un signor giocatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Nei momenti pi\u00f9 bui c&#8217;\u00e8 qualcosa che fai per ritrovare te stesso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Mi \u00e8 capitato di fare delle passeggiate. A Valencia, per esempio, un pomeriggio sono uscito da solo e ho camminato per la citt\u00e0, non nelle zone turistiche, ma nella parte pi\u00f9 autentica. Guardavo le persone normali, nel senso persone che non fanno quello che faccio io, che non vivono sotto i riflettori e che non sono continuamente in competizione con s\u00e9 stesse e con gli altri. Persone che lavorano, che hanno una famiglia, dei figli. Non so perch\u00e9, ma questa cosa mi ha rilassato. Mi ha fatto capire che, al di l\u00e0 di quello che faccio io, il mondo continua ad andare avanti. Mi ha tolto un po&#8217; di pressione di dosso. Mi ha ricordato anche il periodo di stop dell&#8217;estate scorsa, quando mi sono reso conto che il Tour andava avanti tranquillamente senza di me. Questa consapevolezza mi aiuta a disinnescare un po&#8217; tutto. Passo molto tempo da solo. Le persone che mi vogliono bene dicono forse anche troppo. Per\u00f2 stare da solo, a volte, mi aiuta a ritrovare equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Quanto ti \u00e8 servita oggi l&#8217;esperienza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Mi \u00e8 servita in tutto. Ero gi\u00e0 pronto mentalmente all&#8217;idea di dover vincere la partita in un altro modo. Mi \u00e8 gi\u00e0 successo in passato di essere avanti due set a zero, perdere il terzo e dovermi rimettere a lavorare. Secondo me, a livello di gioco, lui stava attraversando il suo momento migliore. Stava trovando sempre pi\u00f9 fiducia al servizio. Per\u00f2 una volta entrati nello scambio mi sentivo pi\u00f9 forte e questo mi dava fiducia. Nella mia testa c&#8217;era una specie di database di situazioni gi\u00e0 vissute. Mi sono detto: continua a fare le cose giuste, continua a fare quello che ti ha portato a essere avanti nel punteggio. Questa \u00e8 una cosa che solo l&#8217;esperienza pu\u00f2 insegnarti. Per un ragazzo che si trova per la prima volta in questa situazione in uno Slam \u00e8 molto pi\u00f9 difficile fare questo ragionamento. Io stesso ho dovuto sbatterci la testa tante volte prima di impararlo.<\/p>\n (9113)","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Foto Patrick Boren) Dopo cinque anni Matteo Berrettini ritrova i quarti di finale di uno Slam. 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