{"id":35712,"date":"2026-05-30T22:43:37","date_gmt":"2026-05-30T20:43:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=35712"},"modified":"2026-05-30T22:43:42","modified_gmt":"2026-05-30T20:43:42","slug":"roland-garros-berrettini-dopo-limpresa-ho-dimostrato-a-me-stesso-che-posso-ancora-farcela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=35712","title":{"rendered":"Roland Garros &#8211;  Berrettini dopo l&#8217;impresa: &#8220;Ho dimostrato a me stesso che posso ancora farcela&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Foto Patrick Boren)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cinque ore e tredici minuti di battaglia, due match point annullati e una qualificazione agli ottavi del Roland Garros conquistata al termine di una delle partite pi\u00f9 emozionanti della sua carriera. Matteo Berrettini ritrova la seconda settimana di uno Slam e soprattutto ritrova la certezza di poter competere ancora ai massimi livelli. <\/strong>Al termine della vittoria contro Francisco Comesana il romano appare stanco ma felice. Nelle sue parole emerge soprattutto la soddisfazione di aver dimostrato a s\u00e9 stesso di poter ancora lottare, soffrire e vincere grandi partite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Matteo, complimenti. Cosa pensi abbia fatto la differenza alla fine di questa battaglia epica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Non lo so. Forse il fatto che non giocavo questo torneo da cinque anni e volevo semplicemente godermi un&#8217;altra partita qui. Ovviamente quando \u00e8 tutto cos\u00ec equilibrato, match point da una parte, match point dall&#8217;altra, \u00e8 una questione di nervi e a volte serve anche un po&#8217; di fortuna. Non lo so. Normalmente mi ricordo tutto, invece adesso faccio fatica a ricordare esattamente quello che \u00e8 successo. Mi vengono in mente soltanto pochi punti. Per\u00f2 sono molto contento di aver finito la partita, mi sento bene fisicamente e mentalmente. Ho lottato su ogni singolo punto dall&#8217;inizio alla fine. Sono davvero felice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Quanto \u00e8 importante il servizio nel tuo gioco e quanto lo \u00e8 stato oggi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Il servizio \u00e8 ovviamente la base del mio gioco. Per\u00f2 allo stesso tempo abbiamo visto in passato, anche con grandi servitori, e posso parlare di me stesso, che quando mentalmente non sei dentro la partita e non sei al cento per cento, non importa quali armi possiedi, perch\u00e9 nei momenti importanti ti tradiscono un po&#8217;. Oggi il servizio ha funzionato nei momenti importanti e questa \u00e8 la prova che io c&#8217;ero. C&#8217;ero mentalmente. Ero duro. Ero resiliente.Una cosa \u00e8 avere un&#8217;arma. Un&#8217;altra \u00e8 sapere come usarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Hai parlato dei nervi e della tensione. Come si manifesta tutto questo nel tuo corpo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> In generale \u00e8 una sensazione che provo da quando ho iniziato a giocare a tennis. Il battito cardiaco aumenta, diventa pi\u00f9 difficile respirare. Per\u00f2 fa parte del nostro lavoro. Corriamo dietro a una pallina per cinque ore sotto il sole. \u00c8 normale sentirsi cos\u00ec. La cosa importante \u00e8 cercare di rilassarsi il pi\u00f9 possibile e respirare lentamente. Quando sei teso tendi a giocare soltanto con la forza del braccio invece che con tutto il corpo. Ti irrigidisci e cerchi di vincere il punto con il braccio. Penso sia una cosa normalissima. Mi ricordo il dritto sbagliato sul 12 pari. Non era un colpo per fare il vincente, stavo soltanto costruendo il punto. L&#8217;ho sbagliato perch\u00e9 ero nervoso. A quei livelli basta un centimetro per fare la differenza. Fa parte del nostro sport.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Quanto pu\u00f2 aiutarti l&#8217;esperienza accumulata negli Slam per il resto del torneo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Sicuramente pu\u00f2 aiutarmi. So cosa serve per andare avanti in uno Slam. Allo stesso tempo \u00e8 vero che, come hai detto, era da tanto tempo che non arrivavo cos\u00ec avanti in un Major. Come nella vita, bisogna trovare il giusto equilibrio. Entrando nel torneo non avevo la fiducia che avevo qualche anno fa, ma sento di averla costruita giorno dopo giorno. Ora mi sento fiducioso. Sono agli ottavi di finale, nella seconda settimana di Parigi. Questo significa che posso andare avanti. Sto giocando bene. Penso che oggi sia stata una partita di alto livello. Le mie armi funzionano, fisicamente ci sono e&#8230; incrociamo le dita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Ti sei emozionato molto dopo il match point. Cosa ti \u00e8 passato per la testa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Tante cose. Forse la pi\u00f9 importante \u00e8 che negli ultimi mesi e negli ultimi anni ho dubitato un po&#8217; troppo di me stesso. Anche se ho avuto un supporto incredibile da parte della mia famiglia, dei miei amici, del mio team e tutti continuavano a dirmi che avevo ancora qualcosa dentro, devo confessare che a volte ho pensato di non poter tornare. Ho pensato di non poter pi\u00f9 sentirmi bene in campo. Mi sono emozionato perch\u00e9 ho dimostrato ancora una volta a me stesso che posso farcela, che posso giocare bene, che posso lottare e che posso divertirmi in campo. Per questo ero cos\u00ec emozionato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Quando hai ricominciato a sentire di poter competere come volevi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Dopo il ritorno della scorsa estate ho sempre detto che questo sport ha bisogno di tempo. Serve fiducia, serve continuit\u00e0, serve costruire un percorso attraverso allenamenti e partite. Per tante volte ho sentito che il corpo c&#8217;era ma la mente no. Poi succedeva il contrario: la mente c&#8217;era ma il corpo no. \u00c8 difficile. Per giocare il tuo miglior tennis devono andare a posto tante cose. Alla fine dello scorso anno, durante la Coppa Davis, mi sentivo molto bene fisicamente. Avevo fatto anche un&#8217;ottima preparazione invernale, poi in Australia ho avuto di nuovo problemi agli addominali. E allora tornano i dubbi. Ti chiedi se il corpo regger\u00e0. Ho lavorato molto per uscire da quella mentalit\u00e0. Adesso mi fido del mio corpo e tutte le partite che ho giocato quest&#8217;anno, Challenger, Masters 1000 e tutto il resto, mi hanno portato qui e mi hanno dato la fiducia per ottenere questo risultato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Una partita cos\u00ec riesci a godertela mentre la stai giocando o solo dopo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> No, no, oggi ci sono riuscito. Jacopo, mio fratello, mi diceva che l&#8217;atmosfera era pazzesca. Mi sono venuti i brividi. Sentivo che c&#8217;era un casino incredibile, per\u00f2 non riuscivo nemmeno a capire se tifavano per lui o per me. Continuavo a ripetermi che meritavo di stare l\u00ec, di lottare come stavo facendo. Quello \u00e8 il modo in cui mi piace giocare a tennis e facendo cos\u00ec le cose buone sarebbero arrivate. Poi \u00e8 ovvio che bastava un punto e questa sarebbe stata una conferenza stampa con molti meno sorrisi. Per\u00f2 dentro di me credo che stessi sorridendo comunque. Giocare una partita cos\u00ec fino a poche settimane fa era quasi impensabile. Sono davvero felice di essere riuscito a lottare fino alla fine e ancora pi\u00f9 felice di aver vinto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Hai mai combattuto contro i pensieri legati agli anni difficili e agli infortuni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> In passato s\u00ec. Oggi fortunatamente no. Io sono uno che si ricorda tutto. Mi ricordo i dettagli, le partite, i colpi. Da una parte \u00e8 esperienza, dall&#8217;altra pu\u00f2 diventare qualcosa che ti trascina verso il basso. Perch\u00e9 non accetti mai veramente quello che stai facendo. Anche quando stai compiendo uno sforzo incredibile non riesci a rispettarlo. Oggi invece sono rimasto l\u00ec a giocare, e secondo me a un livello molto alto. La verit\u00e0 \u00e8 che ormai ogni partita \u00e8 una lotta furibonda. Lo vediamo da quello che sta succedendo in questo torneo. Sono saltate tantissime teste di serie e il livello medio \u00e8 altissimo. Oggi Comesana ha giocato una partita pazzesca da tantissimi punti di vista. Ha servito benissimo. Questi pensieri in passato li ho avuti. Oggi no. E forse \u00e8 proprio questo il punto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Cosa si pensa quando si annullano match point e poi si sprecano occasioni per chiudere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Bisogna pensare al punto successivo. Non ci si pu\u00f2 fermare troppo su quello che \u00e8 successo. Bisogna continuare a fare bene quello che stavi facendo: essere aggressivo, cercare di fare male con il servizio, comandare lo scambio. Bisogna anche accettare di non essere lucidissimi dopo cinque ore di partita. Pensare al punto dopo, avere coraggio e prendersi le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Quanto conta la fiducia nel rapporto tra mente e corpo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Non credo esista una regola valida per tutti. Io so soltanto che quando hai paura di un dolore, di un fastidio o di un infortunio diventa tutto molto difficile. Ti crolla un po&#8217; tutto addosso. Per questo ho lavorato molto anche su quell&#8217;aspetto. La paura arriva sempre, per\u00f2 bisogna avere degli strumenti per fare in modo che non diventi troppo grande da gestire. Ognuno ha i suoi. Io lavoro su me stesso e sinceramente vorrei avere ancora pi\u00f9 forza mentale negli anni che verranno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Quanto ti serviva una partita del genere per tornare a fidarti del tuo fisico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> Sicuramente \u00e8 una grande iniezione di fiducia.&nbsp; Gi\u00e0 a Marrakech, in una sconfitta che mi aveva fatto male, eravamo arrivati alla conclusione che comunque ero stato quasi tre ore in campo. Questa partita mi certifica che sulla terra battuta, dopo Miami, ci sono. Dobbiamo prendere il lato positivo. \u00c8 ovvio che uno cerca sempre di giocare il meno possibile, per\u00f2 bisogna anche accettare che le partite si complicano e che poi bisogna recuperare. Comunque ti devo dire che sto bene. Quindi va bene cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Domanda:<\/strong> Quanto ti ha aiutato lavorare con Thomas Johansson?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Matteo Berrettini:<\/strong> I dubbi su di me la gente li aveva gi\u00e0 quando avevo dodici anni. Ero magrissimo, avevo probabilmente i peggiori test fisici di Tirrenia e nessuno avrebbe scommesso un euro su di me. Sono abbastanza abituato ai dubbi che arrivano dall&#8217;esterno. Quelli interni sono stati pi\u00f9 difficili da gestire. Non ho mai smesso di credere nel mio tennis. Ci sono stati per\u00f2 momenti in cui ho smesso di credere nel mio corpo. Pensavo di non riuscire pi\u00f9 ad avere la continuit\u00e0 necessaria e allora qualche dubbio arrivava. Thomas mi ha restituito la fiducia che mi mancava. Tutti i giorni mi dice che sono uno dei giocatori pi\u00f9 forti del mondo. Non lo dice tanto per dirlo. Lo dice perch\u00e9 vede la qualit\u00e0 della mia palla, perch\u00e9 vede che quando sto bene e servo bene sono un giocatore forte. Questa cosa per me ha un valore enorme. Mi ha sempre dato una fiducia incredibile, probabilmente pi\u00f9 di quella che avevo io stesso. Oggi, dopo aver perso il terzo set, mi ha detto: &#8220;Il quarto set \u00e8 il nostro&#8221;. Ha continuato a trasmettermi fiducia.Questa \u00e8 una cosa che va oltre il diritto e il rovescio. Poi Alessandro mi stimola e mi carica in altri modi. La sinergia tra loro due fa s\u00ec che io stia bene. E poi c&#8217;\u00e8 la ciliegina sulla torta, quel biondo l\u00e0 in fondo (<em>indica il fratello Jacopo ndr<\/em>), che mi sta dando una mano incredibile.<\/p>\n (8783)","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Foto Patrick Boren) Cinque ore e tredici minuti di battaglia, due match point annullati e una qualificazione agli ottavi del Roland Garros conquistata al termine di una delle partite pi\u00f9&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35483,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_seo_schema_type":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[50,3],"tags":[316,789,192,509,156,60,102,1370],"class_list":["post-35712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-flash-news","category-circuito-wta","tag-atp","tag-atp-tour","tag-grande-slam","tag-matteo-berrettini","tag-roland-garros","tag-tennis","tag-wta-2","tag-wta-tour"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9JqfT-9i0","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.formulatennis.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Berrettini-rg26-009.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35712"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35712\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35714,"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35712\/revisions\/35714"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.formulatennis.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}