{"id":2542,"date":"2014-09-05T11:05:51","date_gmt":"2014-09-05T11:05:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.formulatennis.com\/?p=2542"},"modified":"2014-09-05T11:05:51","modified_gmt":"2014-09-05T11:05:51","slug":"kei-nishikori-come-diventare-campioni-senza-un-fisico-eccezionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=2542","title":{"rendered":"KEI NISHIKORI : come diventare campioni senza un fisico eccezionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riccardo Bisti per\u00a0\u00a0www.federtennis.it\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Kei Nishikori\u201cDi solito non funziona cos\u00ec, ma Kei Nishikori rappresenta un\u2019eccezione: i suoi guadagni non sono legati alle prestazioni sportive. Se scende in classifica, non \u00e8 prevista alcuna diminuzione\u201d. Parola di Oliver van Lindonk, manager del giapponese che ha aperto un nuovo libro nell\u2019enciclopedia del tennis nipponico. Erano stati forti negli anni 20 e 30, quando il dolce Jiro Sato esprimeva un tennis da top-5. Quando si suicid\u00f2 nella notte del 5 aprile 1934, insieme a lui morirono i sogni di gloria. E mentre il Giappone cresceva fino a diventare una delle pi\u00f9 grandi potenze economiche, il tennis non trovava personaggi. Un po\u2019 perch\u00e8 si giocano circuiti interni molto danarosi (perfetti per dissuadere l\u2019attivit\u00e0 internazionale), un po\u2019 perch\u00e8 mancava il personaggio. Il campione. Il fenomeno. Per questo, Shuzo Matsuoka ha avuto una popolarit\u00e0 sproporzionata rispetto ai risultati. Ha vinto un torneo ATP (Seul 1992), vanta alcune vittorie di prestigio (Sampras, Edberg, Ivanisevic), ha colto un quarto di finale a Wimbledon&#8230;ed \u00e8 stato numero 46 ATP. Quando ha appeso la racchetta al chiodo, nell\u2019aprile 1998, i giapponesi hanno fatto come i cinesi: si sono seduti sulla riva del fiume aspettando che arrivasse qualcuno pi\u00f9 forte di lui. In un contesto del genere, tenuto vivo dal talento di Takao Suzuki, \u00e8 emerso il fenomeno di Shimane, prefettura di 750.000 abitanti nella regione di Chugoku, nell\u2019isola di Honshu, non troppo distante da Hiroshima. Quando aveva cinque anni, in piena era Matsuoka, i genitori gli misero una racchetta in mano. Ma mamma Eri (maestra di pianoforte) e pap\u00e0 Kiyoshi (ingegnere) non avrebbero mai pensato di rivoluzionare lo sport del loro paese, con un tennista capace di entrare tra i top-10 e di raggiungere la semifinale allo Us Open, 96 anni dopo Ichiya Kumagae, che perse da Bill Tilden quando il torneo si chiamava ancora \u201cUs Championships\u201d. \u201cHo capito che avrei potuto diventare un tennista intorno agli 11-12 anni \u2013 racconta Nishikori \u2013 vinsi un paio di tornei in Giappone ed ebbi l\u2019opportunit\u00e0 di trasferirmi negli Stati Uniti, presso l\u2019Accademia di Nick Bollettieri. Inizialmente fu un periodo di prova di tre settimane: mi piacque e cos\u00ec decisi di provarci sul serio\u201d. Il miracolo fu possibile grazie a Masaaki Morita, ex CEO del colosso Sony. Si affezion\u00f2 subito a quel ragazzo, tanto da finanziargli la trasferta. I pi\u00f9 attenti ricorderanno le pubblicit\u00e0 delle TV Sony nei grandi magazzini. Per mostrare le meraviglie dell\u2019HD, veniva mostrato un allenamento di Nishikori. Se non \u00e8 fiducia questa&#8230;Gli americani si accorsero di lui grazie a uno stage di prova effettuato in Giappone, e non lo mollarono pi\u00f9. \u201cAnche se quando mi sono trasferito avevo qualche timore. Oltre a non parlare inglese, temevo una cultura molto diversa dalla mia. Tutto sommato, gli americani non sono meno rigorosi di noi ed \u00e8 facile fare amicizia\u201d. Queste frasi, pronunciate oggi, stridono con i ricordi di chi gli \u00e8 stato accanto sin dall\u2019inizio. Una figura chiave della sua carriera \u00e8 stato Gabe Jaramillo, una specie di factotum presso l\u2019Accademia di Nick Bollettieri. Per facilitare l\u2019integrazione di Kei, nei primi due anni lo fecero allenare esclusivamente con persone che gi\u00e0 conosceva. \u201cAnche perch\u00e8 non avevamo n\u00e8 allenatori giapponesi n\u00e8 interpreti \u2013 ricorda Jaramillo \u2013 cos\u00ec lo abbiamo iscritto a una scuola di inglese. All\u2019inizio parlava poco e mandava pochissimi feedback\u201d. Non deve essere stato semplice passare dalle montagne giapponesi a un\u2019accademia della Florida con persone provenienti da 132 paesi. Eppure, a dispetto della timidezza, Kei aveva le idee molto chiare. \u201cAveva una disciplina eccezionale \u2013 continua Jaramillo \u2013 se gli dicevamo di essere in campo alle 7 del mattino, alle 6.45 era gi\u00e0 sul campo per sistemarsi al meglio e iniziare alle 7 in punto\u201d. Voleva giocare a tutti i costi il Roland Garros junior, e ci riusc\u00ec. Vinse il doppio in coppia con l\u2019argentino Emiliano Massa, mentre la corsa in singolare si blocc\u00f2 nei quarti. Ma ormai era chiaro che sarebbe diventato un giocatore. I primi a intuirlo furono Bollettieri e lo stesso Jaramillo. Quest\u2019ultimo, per non lasciare nulla al caso, cre\u00f2 uno staff di 14 (quattordici!) persone per seguirlo a tempo pieno: allenatore, preparatore, fisioterapista, psicologo, manager, maestra di yoga, nutrizionista, addetto alla famiglia&#8230;Una mattina del 2008, Kei espresse il desiderio di giocare un torneo future perch\u00e8 aveva perso nelle qualificazioni del challenger di Dallas. Invece lo spedirono a Delray Beach. Risultato? vinse il torneo, cancellando quattro matchpoint a Sam Querrey in semifinale e domando il n. 12 James Blake in finale. Aveva 18 anni, 1 mese e 19 giorni. Prima di lui, l\u2019ultimo a vincere un titolo ATP in et\u00e0 cos\u00ec giovane era stato Lleyton Hewitt.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era nata una stella. In Giappone sono letteralmente impazziti. Mentre i contratti arrivavano a pioggia, tanto da fargli guadagnare quanto avrebbe intascato vincendo un paio di Slam, ha fatto i conti con la popolarit\u00e0 quando ha giocato per la prima volta a Tokyo. Quando atterr\u00f2 all\u2019aeroporto, trov\u00f2 ad attenderlo 60 giornalisti e sei troupe televisive. Ma era soltanto l\u2019inizio, tanto che oggi hanno adottato uno stratagemma: ogni volta che torna in Giappone prenotano 2-3 voli, in modo da confondere le acque. Ma nel 2008 erano ancora impreparati. Le sue conferenze stampa erano talmente affollate che tolsero le sedie e vi si poteva partecipare soltanto in piedi. L\u2019addetto stampa dell\u2019ATP ricevette ben 24 richieste di interviste one-to-one. Per intenderci, il vincitore di Wimbledon ne deve fare una quindicina. La Nishikori-Mania esplose ad ogni livello: ciascuno dei sei network principali sguinzagli\u00f2 un giornalista esclusivamente per lui. All\u2019epoca, l\u2019head-coach era Glenn Weiner. Lavorava ancora con lui quando nacque il celeberrimo \u201cProject-45\u201d. Nell\u2019Era Open, il miglior ranking raggiunto da un tennista giapponese era la 46esima posizione di Shuzo Matsuoka. Ogni contratto firmato da Nishikori ne teneva conto. \u201cDi solito, i contratti prevedono un bonus se entri tra i primi 10 \u2013 dice van Lindonk \u2013 mentre nel suo caso era sempre menzionata la 45esima posizione\u201d. Il progetto si \u00e8 arenato nel 2009 a causa di un fastidioso infortunio al gomito destro. Kei non si era mai sottoposto a interventi chirurgici. \u201cAllora ho temporeggiato per 4-5 mesi prima di decidere. Il rientro \u00e8 stato difficile, non ero abituato a ripetere centinaia di volte gli stessi esercizi in fase di riabilitazione\u201d. Il rientro avvenne nel 2010, nei piccoli challenger americani. Ovviamente i connazionali non lo mollarono. Le piccole sale stampa dei tornei di Savannah, Sarasota, Binghampton e Knoxville pullulavano di giornalisti giapponesi, pronti a relazionare su ogni partita, ogni game, ogni respiro. Bisogna essere onesti: Kei ha fatto un capolavoro. Gestire una pressione del genere a 20 anni \u00e8 un piccolo miracolo. Piano piano, sono arrivati i successi. Nel 2011 ha raggiunto la prima semifinale in un Masters 1000 (a Shanghai), mentre nel 2012 ha colto i quarti all\u2019Australian Open. Quando ha superato il record di Matsuoka, i due si sono incontrati. \u201cMi ha detto che non doveva essere il mio obiettivo. Dovevo continuare a spingere per salire sempre pi\u00f9 alto\u201d. Kei lo ha preso in parola: nel 2011 \u00e8 stato tra i pochi a battere Novak Djokovic (a Basilea), mentre l\u2019anno dopo \u00e8 arrivato l\u2019atteso successo a Tokyo. Resistendo alla pressione, schiant\u00f2 Milos Raonic in finale. Era un indennizzo per il suo paese. L\u201911 marzo 2011, il Giappone fu sconvolto da un terrificante terremoto che fece registrare oltre 30.000 vittime. Lui stava per esordire a Indian Wells. Si riun\u00ec col suo team, gli lasciarono libera scelta se giocare o meno. \u201cAlla fine scesi in campo, era l\u2019unico modo per dimostrare la mia vicinanza. Ma in quei giorni mi domandai se davvero valeva la pena giocare a tennis\u201d. Poche settimane dopo, a Miami, organizzarono una partita di calcio benefica. E Kei spazz\u00f2 via ogni dubbio, anche perch\u00e8 al suo fianco c\u2019era un nuovo coach, l\u2019argentino Dante Bottini. \u201cLa cosa migliore che gli potesse capitare \u2013 ha detto Nick Bollettieri, che ancora oggi dispensa qualche consiglio \u2013 il suo grande pregio \u00e8 il non parlare troppo. Kei non ama un dialogo troppo fitto\u201d. E cos\u00ec, il 7 ottobre 2012, \u00e8 arrivato il successo pi\u00f9 importante della sua carriera. Potr\u00e0 anche vincere questo Us Open, ma Tokyo rester\u00e0 un gradino sopra, tanto che Adidas gli ha preparato un paio di scarpe raffiguranti la data dello storico successo. Dopo Tokyo sono arrivati altri tre successi: Memphis nel 2013 e la doppietta targata 2014: il bis in Tennessee e l\u2019importante successo a Barcellona, dove ha capito di poter giocare bene anche sulla terra battuta. In fondo, su questa superficie aveva gi\u00e0 battuto Roger Federer (Madrid 2013). Ma batterlo di nuovo a Miami, in una night-session da brividi, gli ha dato la convinzione di poter abbattere l\u2019ennesimo scoglio: l\u2019ingresso tra i top-10. Ce l\u2019ha fatta a maggio, quando stava per vincere il Masters 1000 di Madrid. Nella finale contro Nadal, la schiena ha fatto crack sul pi\u00f9 bello. In effetti, l\u2019unico timore sono gli infortuni. A Bradenton hanno lavorato duro per rinforzarlo, soprattutto nella parte superiore del corpo. Tuttavia qualche problemino c\u2019\u00e8 ancora. \u201cIl circuito \u00e8 molto dispendioso, ma gli infortuni non dipendono dagli allenamenti. Semplicemente, non c\u2019\u00e8 tempo per allenarsi e riposarsi. E quando giochi contro i migliori il corpo richiede pi\u00f9 energie. Tuttavia, sono convinto che l\u2019esperienza mi aiuter\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A proposito di esperienza, da quest\u2019anno il team Nishikori si \u00e8 arricchito di un nuovo nome. A una decina d\u2019anni dal ritiro, Michael Chang \u00e8 tornato in pista. La decisione di assumerlo \u00e8 stata di Kei e di Oliver van Lindonk. \u201cMe l\u2019hanno comunicato lo scorso autunno, prima dei tornei asiatici \u2013 spiega Bottini \u2013 pensavano che fosse un innesto utile per aiutarlo mentalmente, soprattutto nei grandi tornei\u201d. Chi pensava a una convivenza difficile \u00e8 rimasto deluso, anche perch\u00e8 Chang si \u00e8 inserito con grande umilt\u00e0 in un contesto gi\u00e0 formato. \u201cAbbiamo parlato, volevo conoscere le sue idee e ho trovato una persona molto sensata \u2013 continua Bottini \u2013 \u00e8 molto umile e abbiamo subito trovato un punto d\u2019incontro. Lui viaggia per 15 settimane l\u2019anno, mentre io continuo a seguire Kei ad ogni torneo. Mi piace il suo atteggiamento. Lavora duro ed ha sempre un atteggiamento positivo. Inoltre non parla mai del suo passato o del fatto che ha vinto a Parigi\u201d. Il binomio funziona: Nishikori \u00e8 pi\u00f9 deciso quando deve prendere una decisione, che sia il tempo da dedicare alla palestra o una scelta tattica su una palla break. Anni fa, Bottini gli parlava e lui spesso non rispondeva, lasciando il dubbio se avesse capito o meno. Adesso c\u2019\u00e8 pi\u00f9 dialogo, ma la comunicazione non sar\u00e0 mai esagerata. \u201cAnzi: quando io e Chang non siamo d\u2019accordo su qualcosa, ne parliamo prima tra noi in modo da far arrivare a Kei un solo concetto per non creare disordini. Una buona comunicazione \u00e8 fondamentale\u201d. Nel frattempo, l\u2019interesse dei media non accenna a placarsi. Terminata la partnership con Sony, oggi gli sponsor principali sono Uniqlo, Adidas, Wilson, Tag Heuer (come la Sharapova!) pi\u00f9 EA Sports. \u201cQuando rimetto piede in Giappone, la situazione si fa un po\u2019 pazza. A volte mi tocca travestirmi quando vado a fare shopping\u201d. L\u2019ultima volta \u00e8 stato in aprile, in occasione del match di Coppa Davis contro la Repubblica Ceca. Non vi ha potuto prendere parte a causa dell\u2019infortuno agli adduttori patito a Miami, ma si \u00e8 ugualmente recato all\u2019Ariake Coliseum per sostenere i compagni. L\u2019amore per il suo paese \u00e8 stato pi\u00f9 forte del fastidio di 13 ore di volo. Senza di lui, il Giappone \u00e8 tornato nei ranghi e non ha potuto onorare con una vittoria l\u201980esimo anniversario della morte di Jiro Sato. Ma ci sar\u00e0 tempo per rifarsi, anche perch\u00e8 Kei ha regalato al tennis una popolarit\u00e0 senza precedenti. Ci sono sempre pi\u00f9 praticanti e il Centro Tecnico Nazionale, inaugurato qualche anno fa, funziona piuttosto bene. Sono emersi giocatori interessanti e la tendenza \u00e8 positiva. Ha creato cos\u00ec tanto entusiasmo da convincere il 36enne Katsushi Fukuda a riprovarci dopo anni di inattivit\u00e0. Ma l\u2019unica star resta lui \u201cGiocare contro di lui \u00e8 molto faticoso: corre come un pazzo e ogni palla ti torna indietro\u201d ha detto Jo Wilfried Tsonga dopo essersi liquefatto a un vecchio Australian Open. La Scuola Bollettieri ha creato un tennista solido: oltre alle gambe e alla testa, possiede due colpi da fondocampo precisi e potenti. \u201cCi\u00f2 che riesce a fare con le mani \u00e8 incredibile\u201d chiosa Bollettieri. Quando \u00e8 in palla, d\u00e0 l\u2019impressione di poter centrare una monetina da 20 metri, anche se i giornalisti giapponesi lo seguono \u201canche in bagno\u201d come ha chiosato Bottini. La storia del tennis giapponese \u00e8 fatta di drammi. Oltre Jiro Sato, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si uccise anche Ryosuki Nunoi, pure lui quartofinalista in Australia. Nishikori non conosceva queste storie: mentre cresceva a Bradenton, tra un allenamento e l\u2019altro, preferiva chattare con gli amici oppure guardare i cartoni animati giapponesi. A stento rivolgeva la parola a Zachary Gilbert, il figlio di Brad, che per qualche periodo \u00e8 stato il suo compagno di stanza. Oggi le cose sono cambiate. Kei ha preso coscienza del suo valore e della portata storica dei suoi successi. Grazie a lui, il tennis giapponese potr\u00e0 cancellare il dramma e vivere la gloria. Il progetto \u00e8 appena iniziato. (1993)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riccardo Bisti per\u00a0\u00a0www.federtennis.it\u00a0 Kei Nishikori\u201cDi solito non funziona cos\u00ec, ma Kei Nishikori rappresenta un\u2019eccezione: i suoi guadagni non sono legati alle prestazioni sportive. 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