{"id":24976,"date":"2019-11-02T12:59:27","date_gmt":"2019-11-02T11:59:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.formulatennis.com\/?p=24976"},"modified":"2019-11-02T12:59:27","modified_gmt":"2019-11-02T11:59:27","slug":"matteo-berrettini-alle-atp-finals-2019-da-incorniciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=24976","title":{"rendered":"Matteo Berrettini alle ATP Finals 2019 da incorniciare"},"content":{"rendered":"<p>(Foto Patrick Boren)<\/p>\n<p>da supertennis.tv<\/p>\n<p>Berrettini giocher\u00e0 le ATP Finals di Londra in singolare dopo Panatta nel 1975 e Barazzutti che, nel gennaio 1979, partecip\u00f2 all&#8217;evento conclusivo dell&#8217;annata &#8217;78. Non vinsero per\u00f2 alcuna partita. L&#8217;unico match vinto nel torneo da maglie azzurre \u00e8 ascritto alla coppia Fognini e Bolelli, tra le migliori otto a Londra nel 2015<\/p>\n<p>Un premio per la sua splendida stagione, un premio per l&#8217;Italia. Dopo quarantun anni, un azzurro torna tra gli otto migliori giocatori dell&#8217;anno, i &#8220;masters&#8221;, i maestri di quelle che ora si chiamano ATP Finals. Nell&#8217;edizione che far\u00e0 preludio all&#8217;inizio dell&#8217;era di un&#8217;italiano, Andrea gaudenzi, alla presidenza dell&#8217;Atp, <strong>Matteo Berrettini<\/strong> rinnova la storia del tennis italiano.<br \/>\nLe due precedenti esperienze in singolare, di <strong>Adriano Panatta<\/strong> e <strong>Corrado Barazzutti<\/strong>, i soli due azzurri entrati tra i primi 8 nell&#8217;era del ranking computerizzato, si erano chiuse senza successi. L&#8217;unica vittoria, finora, resta quella centrata in doppio da Fabio Fognini e Simone Bolelli nell&#8217;ultima giornata del round robin delle Atp Finals 2015 contro l&#8217;indiano Rohan Bopanna e il rumeno Florin Mergea.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza di Panatta a Stoccolma<\/p>\n<p>Adriano Panatta aveva partecipato all&#8217;edizione 1975, alla Tennis Hallen di Stoccolma. E perso all&#8217;esordio 6-4 7-6 contro lo spagnolo Manuel Orantes dopo essere stato sopra 4-1 nel tiebreak.<br \/>\nMa quel 30 novembre tutti parlano della doppia squalifica di Arthur Ashe e Ilie Nastase, nello stesso girone dell&#8217;azzurro. Il rumeno, che fuori dal campo \u00e8 un grande amico del primo campione nero nel singolare maschile di Wimbledon, continua a provocarlo per tutta la partita.<br \/>\nFinch\u00e9 sul 4-1 15-40 nel terzo set per quattro volte finge solo di servire, e ogni volta grida: &#8220;Are you ready, mister Ashe?&#8221;, &#8220;Sei pronto adesso, mister Ashe?&#8221;. Mister Ashe, stanco di quel teatrino, rimette le racchette nel borsone e se ne va. L&#8217;arbitro, il tedesco occidentale Horst Klosterkemper, squalifica Nastase perch\u00e9 ha perso troppo tempo. Almeno per 24 ore, perdono tutti e due.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, per\u00f2, dopo una riunione di quattro ore con gli organizzatori e il presidente della federazione internazionale, Ashe ottiene la vittoria. Batte poi Panatta 7-6 6-3 e si assicura un posto in semifinale. Nell&#8217;ultimo incontro Nastase riscatta la sconfitta subita al Roland Garros e vince 7-6 3-6 6-0. Arriver\u00e0 in finale e conquister\u00e0 il titolo dominando Borg in un&#8217;oretta, rovinando anche i piani della televisione svedese che ha programmato una lunga diretta.<br \/>\nNel 1978, Barazzutti centra il best ranking di numero 7 che premia la continuit\u00e0 di rendimento e chiude la stagione da numero 10 anche se non alza trofei. Gioca due finali, a Las Vegas e Bastad, e dodici semifinali, compresa quella persa al Roland Garros contro un Borg dominante.<br \/>\n&#8220;Entrare tra i primi otto del mondo e giocare il Masters \u00e8 uno degli obiettivi pi\u00f9 importanti per un tennista insieme agli Slam &#8211; spiega l&#8217;attuale capitano azzurro di Coppa Davis -. Esserci \u00e8 sempre una grande soddisfazione. Poi quell&#8217;anno si giocava al Madison Square Garden: un&#8217;emozione di quelle che lasciano il segno. Scendere in campo in quell&#8217;impianto \u00e8 stato un momento di shock potente, di stordimento. \u00c8 stata una gran bella esperienza, tra l&#8217;altro quella settimana l\u00ec ci fu anche un bel concerto di Neil Young&#8221;.<\/p>\n<p>Barazzutti al Madison Square Garden<\/p>\n<p>Il Masters del 1978 \u00e8 collocato in maniera anomala in calendario, nel gennaio del 1979.<br \/>\n&#8220;Non era esattamente comodo, anche se in fondo sarebbe stato scomodo anche se si fosse giocato a fine stagione&#8221;, aggiunge Barazzutti. &#8220;La collocazione non era delle migliori, ma c&#8217;erano difficolt\u00e0 a mettere insieme le date giuste considerato che c&#8217;erano i tornei ATP e il circuito WCT, oltre agli Slam: tante entit\u00e0 che portavano a qualche difficolt\u00e0 organizzativa. Noi giocatori venivamo da un periodo molto intenso di tennis, io avevo dovuto faticare parecchio, avevo giocato fin quasi all&#8217;ultima settimana per qualificarmi, quindi sono arrivato un po&#8217; stanco. E non mi sono espresso al massimo&#8221;.<\/p>\n<p>I campi, inoltre, sono molto veloci e questo non lo aiuta. Barazzutti affronta all&#8217;esordio Eddie Dibbs, che ha incontrato due volte nel 1978 (una vittoria e una sconfitta). Lo statunitense, arrivato al numero 5 del ranking a luglio di quell&#8217;anno, \u00e8 terzo nella classifica per i migliori risultati nei tornei del Grand Prix, ma si prende il bonus di 300 mila dollari perch\u00e9 Borg e Connors non hanno preso parte al numero minimo di eventi previsto dal regolamento. Dibbs, semifinalista quell&#8217;anno al Roland Garros e capace di battere Jimmy Connors in finale a Londra sul tappeto indoor, vince 6-4 6-4.<\/p>\n<p>Barazzutti gioca pi\u00f9 aggressivo il secondo match contro Brian Gottfried. &#8220;Con lui ho vinto tre volte su quattro, anche su campi veloci, perch\u00e9 contro di lui mi trovo molto bene&#8221;. Il primo set, scandito da quattro break, si chiude con un tie-break lottato. Il rovescio a rete dell&#8217;attuale capitano azzurro di Coppa Davis sull&#8217;ultimo punto di fatto decide la partita. Barazzutti ha sconfitto Gottfried tre volte su quattro incontri nel 1978 ma cede il servizio in apertura di secondo set: finisce 7-6 6-4. &#8220;Ha sbagliato poco, ha servito bene e non sono pi\u00f9 riuscito a fargli il break&#8221;, commenta Corrado a fine partita.<\/p>\n<p>Il girone si chiude contro il messicano Raul Ramirez che ha vinto sei game nelle prime due partite del round robin. Barazzutti non l&#8217;ha mai battuto nei due precedenti sulla terra rossa, ma prende il comando del gioco e chiude in scioltezza il primo set.<br \/>\nNel secondo, per\u00f2, Corrado perde il servizio nel primo turno di battuta. Ramirez completa il secondo break del torneo e porta il match al terzo.<br \/>\nBarazzutti cede due break nei primi due game di servizio, dimezza lo svantaggio nell&#8217;ottavo game e salva un match point prima di accorciare 4-5. Ramirez per\u00f2 vince gli ultimi quattro punti, chiude 3-6 6-3 6-4 e salva la faccia.<br \/>\nIl Masters lo vincer\u00e0 un giovane John McEnroe contro Ashe, all&#8217;ultima partecipazione, che ha dominato nel round robin. SuperBrat ribalta il terzo set da sotto 1-4, arriva a un punto dalla sconfitta ma completa la rimonta 6-7 6-3 7-5 e si gode il primo grande successo della sua carriera.<br \/>\n&#8220;McEnroe aveva gi\u00e0 dato segni del suo grande talento e del suo enorme potenziale&#8221; &#8211; ricorda il capitano azzurro di Coppa Davis &#8211; era lanciato a diventare uno dei migliori del mondo. Era in un momento di grande crescita, stava esplodendo&#8221;.<br \/>\nFognini e Bolelli, la prima vittoria italiana<br \/>\nProprio ad Arthur Ashe e all&#8217;amico Stan Smith \u00e8 intitolato il girone delle ATP Finals di doppio del 2015. Ci sono anche Simone Bolelli e Fabio Fognini, che hanno inaugurato la stagione con il primo titolo Slam per una coppia italiana nella storia del tennis maschile dal 1959, dai tempi del trionfo di Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola al Roland Garros.<br \/>\nLa semifinale di Parigi, battuti dai gemelli Bryan, le tre finali Masters 1000 a Indian Wells (sconfitti da Pospisil\/Sock), Monte-Carlo (fermati ancora dai Bryan) e Shanghai (sconfitti da Klaasen\/Melo) impreziosiscono la stagione che si chiude con un piccolo pezzo di storia del tennis azzurro alla O2 Arena.<br \/>\nLa differenza, nel round robin, la fa la sconfitta per 11-9 al super tie-break contro Jamie Murray e John Peers nella prima giornata.<br \/>\nLa seconda, contro i Bryan, anche alla luce dei precedenti stagionali, rimane pi\u00f9 prevedibile. Ma nell&#8217;ultima partita, Bolelli accende l&#8217;Arena con un gran dritto sul match point. Gli azzurri battono 6-4 1-6 10-5 in un&#8217;ora di gioco, l&#8217;indiano Rohan Bopanna ed il rumeno Florian Mergea, gi\u00e0 qualificati per le semifinali.<br \/>\n\u00c8 la prima vittoria italiana al Masters ATP. Commovente e non scontata la dedica che Fognini lascia sull&#8217;obiettivo della telecamera: a Parigi e Valeria Solesin, la giovane ricercatrice veneziana rimasta uccisa durante l&#8217;attentato al Bataclan del 13 novembre 2015, pochi giorni prima. Il volto dell&#8217;Italia che crede all&#8217;Europa e si apre al mondo.<br \/>\nOra il testimone passa a Matteo Berrettini: a lui scrivere le prossime pagine della nostra storia tennistica. Ha solo 23 anni e, quindi, un sacco di tempo a disposizione. (902)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Foto Patrick Boren) da supertennis.tv Berrettini giocher\u00e0 le ATP Finals di Londra in singolare dopo Panatta nel 1975 e Barazzutti che, nel gennaio 1979, partecip\u00f2 all&#8217;evento conclusivo dell&#8217;annata &#8217;78. 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