{"id":21993,"date":"2018-11-18T23:17:05","date_gmt":"2018-11-18T22:17:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.formulatennis.com\/?p=21993"},"modified":"2018-11-18T23:17:05","modified_gmt":"2018-11-18T22:17:05","slug":"alexander-zverev-21-anni-trionfa-al-masters","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.formulatennis.com\/?p=21993","title":{"rendered":"Alexander Zverev 21 anni trionfa al Masters"},"content":{"rendered":"<p>da www.federtennis.it<\/p>\n<p>(Foto Patrick Boren)<\/p>\n<p>E\u2019 Alexander Zverev il \u201cMaestro\u201d 2018. Il giovane tedesco, dopo aver eliminato in semifinale Roger Federer, \u00e8 riuscito nell\u2019impresa di imporre l\u2019alt a Novak Djokovic, numero uno del mondo, e conquistare il trofeo delle Atp World Tour Finals 2018 (veloce indoor, montepremi 8 milioni di dollari) &#8211; dallo scorso anno griffate Nitto \u2013 che si sono concluse alla \u201cO2 Arena\u201d di Londra: 64 63 il punteggio con cui il 21enne di Amburgo, numero 5 Atp, in un\u2019ora e 20 minuti, ha sconfitto il serbo nell\u2019ultimo atto, primo tedesco a iscrivere il proprio nome nell\u2019albo d\u2019oro 23 anni dopo Boris Becker (1995). Nella storia delle Atp Finals \u00e8 accaduto 17 volte che gli stessi giocatori si siano affrontati due volte nel torneo, nel round robin e in finale, e questa \u00e8 stata la decima occasione in cui chi ha perso nella fase di qualificazione ha poi vinto il titolo.<\/p>\n<p>UN \u201cSASCHA\u201d DA 10 E LODE: \u201cSONO STRAFELICE\u201d\u2013 Ha dunque saputo fare gi\u00e0 centro alla seconda partecipazione alle Finals (lo scorso anno fu eliminato nei round robin) \u201cSascha\u201d Zverev, seguito nell\u2019occasione oltre che da pap\u00e0 Alexander senior anche da Ivan Lendl con il quale ha cominciato a lavorare a fine agosto. Per Il 21enne di Amburgo si tratta del decimo trofeo messo in bacheca \u2013 sicuramente il pi\u00f9 importante fin qui \u2013 su 15 finali disputate in carriera, ben sei in questa stagione: nel 2018 il Next Gen di Amburgo, il pi\u00f9 giovane tra i tennisti in gara a Londra, aveva gi\u00e0 conquistato tre titoli &#8211; Monaco, Masters 1000 Madrid e Washington -, ha raggiunto per la prima volta i quarti in uno Slam (Roland Garros) e chiude con un bilancio di 58 match vinti contro 19 persi (tra i top ten \u00e8 quello che ha giocato pi\u00f9 partite). &#8220;In questo momento non so descrivere le emozioni che provo. Sono incredibilmente felice, ovviamente \u00e8 il titolo pi\u00f9 importante della mia carriera&#8221;, le prime parole di Zverev durante la premiazione, celebrando anche la grandezza dell\u2019avversario, non solo sul campo. &#8220;Abbiamo avuto modo di parlare tanto negli ultimi tempi e devo riconoscere che tu sei davvero fantastico anche nel condividere certe esperienze, per cui ti ringrazio della considerazione che hai sempre avuto nei miei confronti. So bene che sei in grado di vincere tutti i match che affronti e allora non mi resta che dire grazie per\u2026 avermi concesso questa opportunit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>PER NOLE SFUMA IL 6\u00b0 TRIONFO ALLE FINALS \u2013 Deve invece rimandare l\u2019appuntamento con il sesto successo al Masters di fine anno Djokovic, che aveva trionfato nel 2008 (imponendosi su Davydenko), 2012 (superando Federer), 2013 (battendo Nadal) e 2014 e 2015 (ancora su \u201cKing Roger\u201d). Dopo quattro vittorie tutte in due set &#8211; su Isner, Zverev, Cilic (pur essendo gi\u00e0 sicuro anche del primo posto nel girone\u2026) e da ultimo Anderson in semifinale &#8211; il 31enne di Belgrado \u00e8 uscito a mani vuote da quella che era per lui la finale numero 105 in carriera (72 i trofei conquistati), la settima stagionale, la settima alle Finals in 11 partecipazioni. Non \u00e8 insomma riuscito a piazzare una ciliegina sulla torta di un\u2019annata comunque da applausi Nole, che a giugno era 22esimo nel ranking ed \u00e8 stato il primo tennista a diventare numero uno in una stagione in cui era fuori dai primi 20 dopo 18 anni (nel 2000 Safin pass\u00f2 dal n. 38 al n.1). Nel 2018 il serbo ha alzato quattro trofei, tutti pesantissimi (Wimbledon e Us Open oltre ai due Masters 1000 di Cincinnati e Shanghai), e vanta un bilancio di 53 vittorie contro 12 sconfitte: quella rimediata contro Zverev \u00e8 appena la terza negli ultimi 38 match disputati (dallo Slam londinese su erba nella seconda parte dell\u2019anno erano riusciti a batterlo solo Tsitsipas negli ottavi del \u201c1000\u201d di Toronto e Khachanov nella finale di quello di Parigi-Bercy).<\/p>\n<p>ZVEREV PIU\u2019 SOLIDO DI NOLE &#8211; Si trattava del quarto incrocio fra i due nel circuito, con bilancio dei precedenti favorevole al 31enne di Belgrado, avanti per 2-1: Zverev si \u00e8 aggiudicato il primo confronto, in finale a Roma nel 2017, poi ha perso per\u00f2 quest\u2019anno in semifinale a Shanghai (raccogliendo tre game) e mercoled\u00ec scorso proprio a Londra nel round robin (64 61). Dopo otto giochi dominati dal giocatore al servizio (emblematico il secondo punto del match, da 29 colpi, vinto da Djokovic con un attacco in controtempo e comoda vol\u00e9e alta) sul 4-4 uno Zverev solido e piuttosto propositivo, non disposto ad accettare passivamente lo scambio da fondo, si \u00e8 procurato la prima palla break sfruttando un calo alla battuta dell\u2019avversario, che sul 30-40 ha messo in rete il diritto mandando il tedesco a servire per il set. Sascha &#8211; approdato alla finale grazie alle vittorie su Cilic e Isner nel round robin, inframmezzate dal ko con Djokovic con appena 5 giochi conquistati, e su Federer in semifinale &#8211; non ha tremato, \u00e8 salito rapidamente 40-0 e, dopo che il serbo ha annullato la prima opportunit\u00e0 costringendolo a sbagliare su un passante lungo linea, ha convertito la seconda (39 minuti la durata del parziale) quando Nole ha messo lungo il diritto, dopo un gran salvataggio in risposta. E\u2019 stato il primo set ceduto dal numero uno del mondo nelle Finals. E subito in apertura di seconda partita, al termine di uno scambio di un\u2019intensit\u00e0 incredibile, il 21enne di Amburgo ha piazzato un diritto vincente imprendibile per Djokovic, costretto a incassare un secondo break, lui che non aveva mai perso il servizio in tutto il torneo. Non \u00e8 bastato nemmeno un contro-break immediato a rimettere in carreggiata il serbo, che ha di nuovo ceduto la battuta nel terzo game, ritrovandosi sotto 3-1 complice un diritto lungo e un attacco con poca convinzione. Zverev ha accusato solo un attimo di tensione nel sesto gioco, quando si \u00e8 trovato 0-30, per\u00f2 ha saputo cavarsela dimostrando coraggio e stoffa da campione (da applausi una vol\u00e8e bassa di diritto a vincere la resistenza del rivale, spostato da un angolo all\u2019altro del campo) e da quel momento non ha pi\u00f9 tolto il piede dall\u2019acceleratore, chiudendo 63, per una domenica che ricorder\u00e0 a lungo, anche fra tanti anni.<\/p>\n<p>&nbsp; (784)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da www.federtennis.it (Foto Patrick Boren) E\u2019 Alexander Zverev il \u201cMaestro\u201d 2018. 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