Miami Open : Sinner soffre ma passa: Michelsen piegato in due set

L’azzurro vince 7-5 7-6 dopo una battaglia durissima. L’americano serve per il secondo set ma cede nel finale

Vittoria sofferta ma preziosa per Jannik Sinner, che supera l’americano classe 2004 Alex Michelsen con il punteggio di 7-5 7-6 e conquista l’accesso ai quarti di finale del Masters 1000 di Miami.

È stata una partita dura, combattuta su ogni punto, con Michelsen autore di una prestazione di altissimo livello soprattutto al servizio e negli scambi da fondo campo. Per lunghi tratti del match il giovane californiano ha giocato senza alcun timore reverenziale, alternando prime imprendibili e servizi in kick che spingevano Sinner molto indietro dal campo.

Sempre costretto a rincorrere nel punteggio – Michelsen serviva per primo – Sinner ha comunque tenuto botta, anche quando negli scambi era costretto a lunghe difese dietro i missili dell’americano. Ed è stato proprio l’azzurro ad avere le prime vere occasioni del match: tre palle break consecutive sul 4-4 del primo set. Michelsen ha annullato la prima con una splendida prima di servizio, mentre sulle altre due Sinner ha esitato nell’attacco finendo per commettere due errori.

Il break però era nell’aria ed è arrivato due giochi più tardi. Sul 5-5, Sinner ha alzato la pressione in risposta, ha preso il comando dello scambio e ha strappato il servizio al rivale. Nel game successivo l’altoatesino ha chiuso il set 7-5 con grande solidità. Il servizio è stato una delle chiavi del parziale: Sinner ha perso appena due punti con la prima, chiudendo il match con 15 ace e nessun doppio fallo.


Michelsen spinge, Sinner rimonta

Nel secondo set Michelsen non abbassa l’intensità. Senza nulla da perdere, il giovane americano continua a spingere con il dritto e con la risposta, colpendo ogni palla con grande aggressività. Sinner, invece, appare più falloso del solito con il dritto e spesso è costretto a difendersi da fondo campo, situazione insolita per il numero due del mondo.

L’azzurro prova ad alzare le traiettorie per togliere ritmo all’avversario, ma spesso resta corto e Michelsen ne approfitta per piazzare diversi vincenti. La pressione paga: arriva il break per l’americano, che nel gioco successivo conferma il vantaggio e vola sul 5-2.

Quando però Michelsen serve per il set, il match cambia di nuovo volto. Nel momento decisivo emergono la qualità e l’esperienza di Sinner. L’azzurro aumenta l’intensità in risposta, allunga gli scambi e trova il controbreak che riapre completamente il set. Poco dopo arriva anche il 5-5.

Il tie-break inizia male per Sinner, che va subito sotto di un mini-break. Ma ormai l’inerzia è cambiata. Dal 2-5 l’azzurro infila una serie di punti di grande qualità, alza il livello negli scambi e ribalta la situazione. Con freddezza da campione chiude 7 punti a 4, conquistando il ventottesimo set consecutivo vinto nel torneo e il pass per i quarti di finale.

Non è stata una prestazione perfetta, ma Sinner ha dimostrato ancora una volta la qualità che distingue i grandi campioni: vincere anche quando il tennis non gira alla perfezione e l’avversario gioca al massimo delle proprie possibilità.

Ora per il numero due del mondo ci sarà un giorno di riposo prima del quarto di finale contro Frances Tiafoe. “Dovrò rivedere alcune cose da fondo campo”, ha ammesso Sinner a fine partita. Parole che suonano quasi come un avvertimento: venerdì in campo ci sarà un altro Jannik.

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