Australian Open : Un ottimo Berrettini supera Anderson

T,Tricarico per supertennis.tv
Melbourne – Era un sorteggio insidioso per il numero uno azzurro ma Matteo Berrettini, n.10 del ranking e nono favorito del torneo, ha superato l’esame a pieni voti battendo 76(9) 75 63, in due ore e 23 minuti di partita, il sudafricano Kevin Anderson, 34enne di Johannesburg sceso al n.81 del ranking ma top ten solo un anno e mezzo fa prima dell’ennesimo infortunio, alla tredicesima partecipazione a Melbourne dove ha raggiunto gli ottavi per tre edizioni di fila (2013-2015).
Grandissimo equilibrio nel primo parziale della prima sfida tra i due: Anderson ha annullato con un rovescio vincente una palla break nel terzo gioco poi più nulla fino al decimo, quando è stato Berrettini a salvarsi da 0-40 cancellando tre set-point di fila al sudafricano (diritto micidiale, servizio vincente, ace).
A decidere è stato il tie-break: Anderson è volato 6-3 e Matteo ha salvato altri tre set-point (grazie a due bei servizi vincenti e a un errore di diritto del sudafricano), un altro ancora sul 7-6 (ace), l’azzurro ne ha a sua volta fallito uno sull’8-7 con un errore di diritto, ha salvato un altro set-point (l’ottavo complessivo), grazie ad un brutto diritto del suo avversario e poi con un servizio ed un diritto vincenti ha chiuso per 11 punti a 9.
Nella seconda frazione il copione non è cambiato solo che a trovarsi improvvisamente 0-40, nel dodicesimo gioco, con ben tre diritti di fila sbagliati, è stato Anderson: Berrettini, però, l’occasione non se l’è lasciata sfuggire e alla prima chance con un imprendibile (anche aiutato un po’ dal nastro) passante di diritto incrociato ha archiviato il set.
Grande equilibrio anche nel terzo parziale: nell’ottavo gioco Matteo ha avuto una prima palla-break, parente prossima di un match-point, ma il 34enne di Johannesburg l’ha annullata costringendo il romano a sbagliare con il rovescio. Anderson ne ha cancellata una seconda con il servizio ma sulla terza il break azzurro è arrivato, e poco dopo il tennista seguito da coach Vincenzo Santopadre ha chiuso il discorso con un passante di rovescio lungo linea imprendibile.
Berrettini super al servizio con 14 ace contro un doppio fallo soltanto ma anche con il 76% di prime in campo con l’89% dei punti vinti ed il 65% di punti conquistati con la seconda: per lui anche 45 vincenti contro 15 errori gratuiti. Non che Anderson abbia servito male, anzi: 18 ace contro 2 doppi falli, 76% di prime che gli hanno fruttato il 72% dei punti ed anche un buon 59% con la seconda: meno buono – chiaramente – il rapporto tra vincenti e gratuiti, 36 contro 29.
“Per un bel po’ non mi ha fatto vedere la palla – ha scherzato Matteo nell’intervista in campo – non so quanti ace mi abbia fatto…. Il mio prossimo avversario non lo conosco troppo, però domani studieremo con il mio coach come gioca e come affrontarlo”.
Al prossimo turno il 24enne romano (reduce dalla finale nell’ATP Cup con la squadra azzurra), alla quarta partecipazione consecutiva allo Slam Aussie dove anche lo scorso anno ha raggiunto il secondo turno (stoppato in cinque set da Sandgren), troverà il ceco Tomas Machac, 20enne di Beroun n.199 del ranking, proveniente dalle qualificazioni, alla sua prima presenza nel main draw di Melbourne (la seconda in assoluto in un Major dopo il Roland Garros dello scorso anno dove pure si era qualificato). Tra i due non ci sono precedenti. (306)

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