Angelo Binaghi : “Riprogrammare gli Internazionali d’Italia

da federtennis.it
In una lunga intervista ad Ansa video il presidente della FIT, Angelo Binaghi, ha parlato di vari temi, dall’emergenza coronavirus ad una nuova collocazione nel calendario per gli Internazionali BNL d’Italia alla situazione e alle prospettive dei nostri giocatori di vertice. Ecco alcuni passaggi dell’intervista.
Gli Internazionali BNL d’Italia sono stati solamente sospesi e rinviati – ha sottolineato Binaghi – siamo in stretto contatto con le organizzazioni che governano il tennis mondiale, in particolare con il presidente dell’ATP che è italiano (Andrea Gaudenzi, ndr) così come l’amministratore delegato (Massimo Calvelli, ndr). Credo ci sia una convergenza molto forte tra gli interessi dei giocatori e dell’associazione che li rappresenta e quelli della federazione italiana e dei Masters 1000, che sono la categoria dei nove tornei dei quali gli Internazionali fanno parte. Il tennis è uno sport che si gioca all’aria aperta e non di contatto, quindi appena si vedrà la luce in fondo al tunnel l’ATP riprogrammerà il calendario. Credo ci siano ottime probabilità che gli Internazionali vengano riprogrammati nel 2020. La preferenza nostra e di Sport e Salute è giocarlo a Roma tra settembre e ottobre, quindi o prima o dopo il Roland Garros. Però, pur di farlo, noi siamo disposti a valutare come ipotesi residuale anche fine stagione, a novembre o dicembre sul veloce indoor”. Quindi su un possibile trasferimento del torneo da Roma in un’altra città: “Laddove fosse necessario certo, pur di giocarli. E’ già successo nella storia, Nicola Pietrangeli vinse un’edizione (quella del 1960, ndr) che si è disputata a Torino. Tuttavia la nostra priorità, ripeto, è settembre o ottobre a Roma”.

Poi sullo stato di salute del tennis azzurro: “Il 2019 è stato straordinario per l’esplosione di Berrettini e anche di Sinner, forse il più grande talento che c’è a livello mondiale. Per l’exploit di Fognini che ha vinto a Monte Carlo, per il fatto che abbiamo 8 tra giocatori tra i primi 100. E per tantissimi risultati che il nostro tennis maschile ha raggiunto come mai in passato se non con la vittoria della Coppa Davis nel 1976”. Quindi sul futuro: “Cosa può succedere? Credo che Berrettini possa trarne vantaggio perché era infortunato e doveva riprendersi da un infortunio e qualche settimana in più non può che fargli bene. Per quanto riguarda Sinner, Fognini e tutti gli altri è difficile da valutare. Credo che quando si riprenderà nulla sarà come prima e che molto dipenderà da come riusciranno ad allenarsi in questi mesi di pausa. A tal riguardo ieri ho fatto proposta al ministro Spadafora perché si possa studiare insieme, quando lo riterrà opportuno, che i nostri giocatori di vertice, quelli come ad esempio Berrettini che devono difendere una semifinale agi US Open a fine agosto, possano riprendere ad allenarsi appena possibile in totale sicurezza. Si deve dare l’opportunità alle nostre punte di diamante, che possono centrare risultati di prestigio per il paese, di avere una ripartenza differenziata rispetto a tutti gli altri tesserati della nostra federazione”.

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