PeRFection tennis. La leggenda dei campioni.

Federer vince a Melbourne e diventa leggenda.

Roger Federer vincendo gli Australian Open ha vinto il 18° titolo slam della carriera firmando così un’impresa leggendaria. Il suo primo successo in un Major risale alla stagione 2003 quando conquistò Wimbledon a spese dell’australiano Mark Philippoussis. Il penultimo è datato 2012. A distanza di 14 anni dal primo trionfo, e da un lustro, 5 anni, dal penultimo, è tornato a sollevare nuovamente una delle 4 mitiche coppe. Impossibile non tessere elogi per imprese del genere e non provare un senso di invidia positiva verso lo svizzero. Il 2003 sembra lontano anni luce tanti sono stati i cambiamenti avvenuti nel mondo. Tennisticamente parlando la lista dei top ten ATP presentava i nomi di Roddick, Ferrero, Agassi, Coria, Moya, Nalbandian, Grosjean, Schuttler. Gente che ormai con la racchetta in mano ha dato tutto e da tempo fa altro. Federer ad agosto compirà 36 anni. La finale giocata contro Nadal è stata epica, memorabile, per fascino ed intensità.

Il valore aggiunto lo ha regalato il rivale di sempre, quel Rafael Nadal capace di battere Roger negli anni passati in ogni superficie Slam. Due campionissimi che hanno reso onore al Grande Tennis del nuovo millennio e lo hanno trasformato in un gioco ancora più bello e attraente. Non è stata una finale “vintage” disputata da due campioni sul viale del tramonto. È stata una grandissima partita di tennis, un modello da inscrivere negli annali dello sport. I due giocatori hanno disputato un confronto di livello egregio e sono stati premiati al termine della finale dal mitico Rod Laver, detto Rocket, il razzo, tennista con due Grand Slam vinti in carriera negli anni sessanta, nel 1962 e nel 1969, vale a dire tutti i 4 titoli Major nello stesso anno, sia nell’era cosiddetta dilettantistica che Open, avviata nel 1968. L’anello di congiunzione leggendario tra passato e presente.

Roger e Rafael sono già icone del tennis da oltre un decennio. Da quando hanno dato il via alla loro era di sfide cominciata nel 2005, quando i due si affrontarono per la prima volta in singolare nel Miami Masters, in una finale al meglio dei 5 set. All’epoca dell’incontro Federer era già n.1 della classifica da oltre un anno mentre Nadal era n.31 e il suo arrivo in finale fu giudicato una sorpresa da molti osservatori. Il tennista iberico vinse i primi due set preparandosi a stupire il mondo del tennis ma Federer recuperò vincendo il terzo set al tiebreak e poi i restanti due set conquistando la 18esima finale consecutiva della sua carriera. Questa partita è considerata il punto di svolta della carriera di Rafa. Infatti il tennista di Manacor infilerà una serie di vittorie che lo porteranno in fretta a scalare la classifica. Rafa e Roger si sarebbero poi incontrati altre 34 volte, portando la somma totale a 35 sfide, ed è Nadal a condurre il testa a testa per 23-12. Ormai sono leggenda e chissà se qualche sceneggiatore ha in serbo di farne una bella storia per il cinema.

Durante la cerimonia di premiazione entrambi i giocatori si sono riempiti di complimenti. Roger ha detto che se fosse stato possibile il pareggio lo avrebbe sicuramente scelto come risultato in questa finale. Fair Play in formato regale. A testimonianza del rispetto che ha verso il giocatore spagnolo. Nadal ha salutato il pubblico dando appuntamento al prossimo anno. Federer invece si è congedato dicendo che se non tornerà in Australia sarà stato tutto comunque fantastico. Quasi un addio anticipato ad una ribalta che sentirà molto la sua mancanza.

Ma per ora i fans di tutto il mondo festeggiano. Il campione rosso crociato è di nuovo sulla breccia. Ed è vero che ogni tanto serve costruire il mito intorno a qualche evento sportivo. Assemblare l’idea mitologica che un fatto ritenuto fino a quel momento impossibile possa invece divenire reale e tangibile dona speranza anche alla gente comune. A chi, bambinetto, giocando a tennis nei campetti di periferia del mondo, sogna in un giorno proiettato nel futuro di poter essere al posto di quel Roger Federer Fantastico. Poi ovviamente tutto passerà travolto da nuove generazioni. Panta Rei come dicevano i Greci, ormai consci del mondo reale già due millenni fa. Ma rimarranno nelle nostre menti le immagini di quei guizzi di gloria realizzati con la racchetta in mano. Pochi attimi di luce ma indelebili. Di puro godimento tennistico. Impressioni fulminee dipinte dentro più rettangoli incastonati tra loro facendo roteare una racchetta contro una pallina gialla in volo. Flash immortali. Come l’urlo di Tardelli del 1982 a Madrid o l’esultanza di Fabio Grosso a Berlino nel 2006 dopo aver messo a segno l’ultimo rigore nella finale mondiale dello sport della pedata. Gli urli del trionfo. Ormai muti, ma tuttora assordanti. Ai posteri l’ardua sentenza.

Risultato della finale: Federer batte Nadal 6-4, 3-6, 6-1, 3-6, 6-3 in 3h 37′

Foto di BEN SOLOMON/Tennis Australia (670)

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