Australian Open: Roger Federer vince senza il dritto, Seppi rimonta Kyrgios

Non era la semifinale del 2005 contro Marat Safin e nemmeno la finale dello Us open che Roger vinse contro Andrè Agassi in quattro sets. Guardo meglio l’orologio per cercare di vedere la data, non l’ora. 2017. Sì questo è l’anno corrente. Gli occhi tornano sulla partita dove Federer continua colpire dritti con il telaio e a commettere errori che danno la speranza a Noah Rubin di poter tornare in partita. Non ce la farà lo statunitense a strappare un set allo svizzero che non è riuscito a togliersi di dosso le ruggini dei mesi di inattività e quelli dell’anagrafe.

Dodici anni fa prendeva campo alla prima occasione con accelerazioni illeggibili, d’anticipo, sempre con il tempo giusto. Rapidissimo con i piedi. Oggi era spesso in ritardo, senza la distanza giusta. Non di rado ha ripetuto il movimento a vuoto nella ricerca dell’ideale tempo d’impatto la cui ricerca, in gioco, gli era costata non pochi punti e un break nel terzo set.

Alla fine Roger si è salvato [75, 63, 76(3)] ma la sua condizione non è apparsa ideale, soprattutto per coloro la cui memoria arriva senza cedimenti dodici anni indietro. Il dritto da manuale del 2005 oggi ha tradito lo svizzero, costretto a compensare con troppi accorgimenti di polso e perdendo anche di “follow throught”. Il termine potrebbe essere tradotto con il suggerimento che davano i maestri di una volta: “accompagna la palla”. Non è propriamente la stessa cosa ma ci si avvicina molto. Al prossimo turno Federer dovrà vedersela con Berdych e il dritto sarà necessario ritrovarlo obbligatoriamente.

Bravo Andreas che non perde la fiducia nei suoi mezzi, aspetta gli spazi che l’australiano tende a lasciare in diverse partite e rimonta due sets. Annulla un match point e vince al quinto, prendendosi la rivincita sulla partita persa con Kyrgios due anni prima, anche quella al quinto set, sempre in Australia. 16, 67 (1), 64, 62, 10-8, per l’altoatesino che fra gli italiani sembra essere quello più solido. Gioca il suo tennis concentrato, attento. Forse non ha i numeri del fuoriclasse ma è un giocatore che va battuto perché se è atleticamente in forma è sempre presente a se stesso e il suo è un gioco continuo. Al prossimo turno incontrerà Steve Darcis. (471)

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